03 gennaio 2009

I1 teatro è letteratura, assioma primo. Soltanto Paolini può recitare un testo di paolini, secondo assioma. Può sembrare eccessiva, questa dichiarazione di avvio, nel riflettere su “La macchina del capo”, proposta la sera di Capodanno da La7 con il meritorio pregio di non esser Interrotto dalla pubblicità. Ma è incontrovertibile che le due ore, in diretta, in cui Marco Paolini ha raccontato le sue esperienze di bambino ora cinquantenne, che ricorda la sua infanzia attribuendo a un Nicola di dieci anni, suo collaudato alter ego, memorie dolci e buffe, precise e un po’ malinconiche, gli

appartengano interamente, dal testo alle inflessioni, dalla gestualità all’intonazione, in cui l’eco dialettale sa di materno conforto. Nicola descrive la sua infanzia negli anni 60 ripercorrendo gesti e modi, voghe e abitudini che i meno giovani rammentano e i più freschi colgono con divertita ironia. Quella stessa che anima ma non rende mai acre la descrizione di scoperte infantili, di giochi ormai tramontati, di consuetudini scomparse, in un “modernariato” della vita in cui ognuno ricovera quanto gli resta del suo esser bambino. E se Nicola scopre il mare, va a vedere i treni, deve accettare l’esilio della colonia marina e poi si bea dell’autoscontro nelle giostre in piazza e sogna di viverci, lo spettatore vive con Paolini/Nicola emozioni e dubbi, sorride e ride e si intenerisce, grazie a un testo di apparente semplicità che il monologo rende in mille inflessioni. La scelta del linguaggio, le modalità del fraseggio, il recupero di quell’argomentare infantile in cui si compie il miracolo della crescita restano preziosi, nel testo di Paolini: ma senza l’autore sarebbero parole grigie, non vivificate dall’emozione e dal palpitare dì una partecipazione costante. Due ore in cui il pubblico in diretta, dal vecchio tribunale di Padova reso teatro, ha trasmesso sorrisi spontanei che hanno acceso quelli degli spettatori a casa, 1.065.199, con un share de1 4.76%, ben al di sopra della media di rete, i1 3%.

Avvenire

Mirella Poggialini

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