24 ottobre 2013

È disponibile nei negozi dallo scorso 4 ottobre il primo album da solista dell’apprezzato cantautore Lorenzo Monguzzi, intitolato Portavèrta e realizzato in collaborazione con Marco Paolini e Stefano Nanni. Avviatosi alla carriera musicale all’inizio degli anni ’90 come chitarrista e cantante, Monguzzi approda presto alla composizione e insieme a Piero Mucilli e Simone Spreafico fonda l’originale formazione dei Mercanti di Liquore.

Il sodalizio artistico con Marco Paolini – rinomato attore, autore e regista – è di vecchia data e affonda le sue radici nel 2003, mentre del tutto inedita è la collaborazione con Stefano Nanni, pianista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra Jazz (ha lavorato, tra gli altri, con Steve Ellington, Amii Steward, Paolo Fresu Luciano Pavarotti e Vinicio Capossela). Il primo ha partecipato ad alcuni dei brani dell’album, mentre il secondo ne ha curato gli arrangiamenti, l’orchestrazione e la realizzazione musicale.

Proprio dal tour estivo che ha toccato molte piazze italiane è nato, come naturale conclusione, l’album d’esordio di Lorenzo come solista. Brani impegnati, raffinati, profondamente autentici, che con semplicità, linearità e disincantosanno fotografare, spesso con tono dolceamaro, la realtà attuale. Il disco (prodotto da Michela Signori per JOLEFILM) si muove tra vari generi, sperimentando nuove sonorità, ma mantenendo sempre vivo il contatto con la scuola cantautoriale.

Un album originale e, per molti aspetti, curioso, a partire già dal titolo, il neologismo portavèrta che nasce da due termini del dialetto brianzolo: porta e avèrta, quasi a sottolineare come la natura di una porta sia quella dell’essere aperta all’accoglienza, ed è proprio questo ciò che il cantautore si augura per la propria regione e il proprio Paese. Monguzzi, reduce, tra l’altro, dalla partecipazione al Premio Tenco 2013, «racconta viaggi, vita, storie» [cit. Marco Paolini], sentimenti ed esperienze di oggi, sfiorando anche il mondo poetico-letterario:

Canto della solitudine, che è sorella delle scelte difficili, canto del non avere riparo ma evocare ugualmente la tempesta e canto della fragilità delle buone intenzioni, la fragilità delle persone buone.
In un altra canzone esploro i confini del “possibile”, la pigra incongruenza tra parola e azione e mi diverto a giocare con i “significati” e i “significanti” (mi piace leggerci un omaggio a Gianni Rodari).
Lorenzo Monguzzi

www.webl0g.net

Paola Maria Farina

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