01 novembre 2007

Marco Paolini e La7 hanno il grande merito di fare record, l milione e 200 mila spettatori martedì sera con “II Sergente”, e di far riflettere sulla cultura in televisione. Paolini è andato in diretta con il suo monologo tratto dal romanzo “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern, diario autobiografico dell’alpino che, da un lager tedesco nel 1944, ripercorre il dramma della Campagna di Russia del Corpo di spedizione italiano, tra la fine del’42 e il’43. Paolini ha già portato con successo “Il sergente” nei teatri, ma la messinscena televisiva ha suggerito l’interno di una cava di pietra bianca tra i Colli Berici. Altro punto: la serata non prevedeva, e non ha avuto, interruzioni pubblicitarie. Risultato: il pubblico è rimasto incollato al video, annullando distrazioni esterne. In ultimo, un 20% degli spettatori è stata era sotto i 35 anni, il 18% era di laureati, e la copertura di contatti ha raggiunto la cifra, faraonica per La7, di oltre 4 milioni e mezzo. Se non è un caso, sicuramente è un fenomeno. ”Ci sono alcuni magici e rari momenti in cui la televisione supera se stessa e riesce a creare eventi che la trascendono e restano per sempre nella memoria di chi li ha vissuti” spiega Antonio Campo Dall’Orto, amministratore delegato di Telecom Italia Media “ringrazio Marco Paolini perché con “II Sergente” è riuscito in questa temeraria e memorabile impresa”. Ora, sulla sfida teatrale in pieno palinsesto serale Campo Dall’Orto, che guida da sempre Mtv Italia ed è abituato a scompaginare le nostre abitudini televisive, aveva visto giusto. Ma il punto è un altro. Paolini è stato bravissimo ancora una volta, come in passato, ma il teatro in tv ha riscosso un successo inaspettato per i tempi, sicuramente più attuali, della regia. Ancora una volta il linguaggio più innovativo è riuscito a spodestare le solite perplessità. A tal punto che il ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni si è complimentato: “Davvero una bella notizia. Un pezzo di teatro straordinario. Ero rientrato a casa quando il programma era già in onda e sono rimasto fino alla fine. Complimenti a Paolini, a Rigonfi Stern e a La 7 che ha avuto il coraggio di proporlo in prima serata. Lo segnalo ai coltivatori del luogo comune per cui i programmi di qualità non farebbero ascolti. Le smentite a quel luogo comune sembrano così numerose che sarebbe il caso di abbandonarlo”.

Il Secolo XIX

R.T.

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