cinema

La mal’ombra di Andrea Segre e Francesco Cressati

Documentario, 2007, miniDV, 70′

Un film ideato e scritto da Andrea Segre
Regia di Andrea Segre e Francesco Cressati
Riprese: Matteo Calore
Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar
Montaggio: Sara Zavarise con la consulenza di Paolo Cottignola
Operatore: Matteo Calore
Fonico di presa diretta: Diego Piotto
Direttore di Produzione: Lorenza Poletto
Prodotto da Francesco Bonsembiante per Jolefilm

Con
Giacinto Bellino Raffaello “Baciccia” Baggio, Lucrezia “clelia” Tosin, Sante Bertin, Lorenzo Signori, Daniele Pasinato e Stefano Zulian

Tratto dal soggetto “PIP49” scritto da Andrea Segre in collaborazione con Cosimo Calamini per il progetto “Checosamanca” (Eskimosa-RaiCinema 2006)

La mal’ombra racconta la storia di un paese del nord Italia: San Pietro di Rosà in provincia di Vicenza. È un film documentario sulla tensione tra sviluppo industriale e qualità della vita.
Un film sulla difficoltà di dialogo tra politica e cittadini e sulle alleanze silenziose e non sempre limpide tra politica e poteri economici.
A San Pietro, un paesino con poco più di mille abitanti, nel 2002 viene decisa la costruzione di una delle Zincheria più grandi d’Italia, ma contro questa scelta nasce un Presidio permanente: un piccolo tendone di fronte all’enorme fabbrica gialla. Cittadini, non militanti di movimenti ecologisti o di minoranze di sinistra: residenti nella case offese dalla Zincheria, risvegliatisi orfani di una cultura contadina totalmente svenduta ad interessi privati di clan imprenditoriali e dei loro club politici. La mal’ombra racconta, con il linguaggio immediato, ironico e tagliente del cinema-documentario, un anno cruciale nella lotta dei cittadini di San Pietro, quello tra maggio 2006 e giugno 2007, ovvero dal giorno in cui le Autorità preposte concessero alla Zincheria l’inizio della lavorazione, alle due settimane che precedono le elezioni amministrative, durante le quali si scontrano da una parte il Sindaco uscente appoggiato dalla Zincheria e da tutto il tessuto imprenditoriale e dall’altra la lista civica sostenuta dal Presidio.

Un film che non vuole essere inchiesta, ma racconto. Un film che non tralascia puntualità e precisione sulla vicenda, ma che cerca di andare oltre, provando a scoprire in questa piccola storia della provincia italiana le tracce di una sfida che in realtà coinvolge l’umanità intera: come conciliare crescita economica con rispetto della qualità e della dignità umana? “La Mal’ombra è per noi un inno alla dignità di chi, pur ricordando la puzza delle bestie, ha il coraggio di chiedere meno ricchezza e più rispetto; ma nello stesso tempo è un disilluso sguardo sull’avanzare impetuoso di un presente meccanico, plastico, pneumatico, perfettamente funzionante e vuoto. Sappiamo bene che Bacicia e Clelia non hanno e non avranno mai sufficiente potere per fermare la corsa dei tir che rombano tra le loro galline e so bene che sono considerati “passato” dalla stragrande maggioranza dei nuovi cittadini della ricca provincia veneta, ma ci trema dentro una voglia quasi maledetta…quella di chiedere a questi nuovi cittadini: “Siete davvero, profondamente sicuri di essere felici?”