progetti speciali

#Antropocene Oratorio per voci, violoncello solista e orchestra

di  Marco Paolini
musiche Mauro Montalbetti
testi rap Frankie hi-nrg mc
direzione orchestrale Mario Brunello

con
Marco Paolini, voce narrante
Mario Brunello, violoncello
Frankie hi-nrg mc, voce concertante

Orchestra del Teatro Massimo
Parco della Musica Contemporanea Ensemble
Orchestra del Teatro Regio
Orchestra del Teatro di San Carlo

Produzione
Fondazione Teatro Massimo – Romaeuropa Festival e Fondazione Musica per Roma
Teatro Regio Torino – Fondazione Teatro di San Carlo

collaborazione alla produzione Jolefilm
assistente alla produzione Fabio Lannino
coordinamento per la messa in scena Angelo De Matteis

Durata: 65′

Un uomo cerca di parlare con un operatore di call center a proposito dei disservizi, dei piccoli dannati problemi del suo dispositivo mobile. Mentre, tra difficoltà crescenti, ritenta più volte quest’operazione, parla con voci diverse.
Solo ad un certo punto si rende conto che le voci appartengono tutte alla stessa macchina evoluta e potente, in grado di rispondere a migliaia di chiamate contemporaneamente. Non è questo però, a segnare la svolta nel loro dialogo, in fondo per l’uomo non è difficile accettarlo, fa parte delle cose a cui si sta abituando in fretta. Più difficile per lui sarà accettare ciò che la macchina gli sta dicendo: la rete si sta spegnendo e lui è l’ultimo cliente che ha accesso al servizio. Fuori dal suo appartamento sta cominciando una nuova era. Forse rimpiangerà presto i piccoli dannati problemi di prima. Le cose che rendevano la vita così comoda hanno iniziato improvvisamente ad estinguersi. Lui stesso per sopravvivere dovrà adattarsi a farne a meno.
L’uomo resta attaccato al dialogo con il suo interlocutore digitale. I due parlano come farebbero due naufraghi su una zattera, tutto cambia in fretta nel giro di una telefonata. Gli antropòceni, gli abitanti dell’era più cool della storia del pianeta iniziano così, in una escalation tragicomica, la lotta per salvare dall’estinzione non tanto se stessi quanto le cose che gli sono più care.
Il dialogo è contrappuntato da romanze che scandiscono le fasi della “piccola passione” che conduce l’uomo dal suo tranquillo tecno destino a una strada totalmente ignota. Una strada che somiglia a un’evoluzione alla rovescia, a cui di nuovo dovrà abituarsi in fretta.

Marco Paolini, voce narrante e utente ed il rapper Frankie hi-nrg mc (nome d’arte di Francesco Di Gesù) nella parte dell’operatore-macchina e voce concertante. La musica di Mauro Montalbetti sottolinea, nel dialogo tra la voce del violoncello di Mario Brunello e l’orchestra, le due diverse ispirazioni, quella della forma dialogica e quella della forma epica degli scenari.

Musicalmente #Antropocene si articola come una sorta di Passione laica. Si intrecciano continuamente due mondi musicali separati da quasi tre secoli: la musica barocca e la musica del nostro tempo. Per quanto riguarda il periodo Barocco ho deciso di rivolgere l’attenzione ad uno dei più affascinanti capolavori di Johann Sebastian Bach; la Passione secondo Giovanni. Alcuni frammenti bachiani, divengono materiale da plasmare, distorcere, oppure citare (in quest’ultimo caso con strumentazioni del tutto fuori stile). Il linguaggio minimalista -presentato in maniera decisamente poco ortodossa- ed il Rap, sono stati scelti perché attraverso l’utilizzo di armonie costruite sulle triadi ed i numerosi principi costruttivi in comune, possano essere in grado dialogare con la musica del passato, di coesistere, di creare cortocircuiti emotivi che sostengano ed amplifichino la drammaturgia.
Mauro Montalbetti