progetti speciali

Portavèrta di Lorenzo Monguzzi

Ora disponibile in download su iTunes store e nei negozi di dischi

Un disco di Lorenzo Monguzzi
con la partecipazione di Marco Paolini
arrangiamenti, orchestrazione e realizzazione musicale:  Stefano Nanni
produzione artistica: Lorenzo Monguzzi, Stefano Nanni, Marco Paolini
prodotto da: Michela Signori per Jolefilm

con
Lorenzo Monguzzi (voce, chitarra classica e acustica), Marco Paolini (voce)
e con
Paolo Baldani (violoncello), Angelo Baselli (clarinetto, clarino basso), Francesca Breschi (voce), Igor Buscherini (violino), Gigi Faggi (tromba), Giorgio Fabbri (banjo, dobro, chitarra acustica, mandolino), Alessandro Fariselli (sax tenore), Roberto Gazzani (contrabbasso), Maurizio Giannone (cori), Roberto Giannone (cori), Marco Gianotto (organo di Barberia), Katia Mattioli (violino), Massimo Morganti (trombone), Massimo Moriconi (basso elettrico, contrabbasso), Elisa Nanni (viola), Gianluca Nanni (batteria, djembè, groove programmer), Stefano Nanni (pianoforte, organo Hammond, fisarmonica, piano fender), Daniela Savoldi (violoncello, voce), Savino Verni (chitarra elettrica)

preproduzione:  Parole Sonore
registrato e mixato da: Fulvio Mennella al  Naïve Recording Studio (Fano PU)
mastering: Giovanni Versari, Sebastiana Vinci presso La Maestà
progetto grafico e disegni: Roberto Abbiati
layout design: Blossom
stampa: Easyreplica S.r.l.  (Pesaro PU)
ufficio stampa: Francesco Casarino

edizioni: Jolefilm - HKM
distribuzione: Goodfellas

realizzato nel corso della primavera 2013
con il sostegno dell’Azienda Agricola Trabucchi

Portavèrta è il primo album da solista del cantautore Lorenzo Monguzzi, voce e leader fondatore dei Mercanti di Liquore, scioltisi nel 2011. Nel disco le nuove composizioni spaziano tra generi diversi, mantenendo un contatto con la scuola cantautoriale ma aprendosi nel contempo nuove strade e nuove possibilità espressive. Portavèrta è anche il titolo dell’unica canzone del disco scritta in dialetto brianzolo, e testimonia la necessità dell’artista di fare i conti con le proprie origini e con le contraddizioni della sua terra. Prodotto artisticamente con la collaborazione di Marco Paolini che partecipa anche ad alcuni brani, e di Stefano Nanni che ne cura anche gli arrangiamenti, l’orchestrazione e la realizzazione musicale. Portavèrta è la prima produzione musicale di Jolefilm, naturale evoluzione del sodalizio artistico stretto in questi anni con Lorenzo Monguzzi.

«Lorenzo suona; suona con la chitarra, ma ancor più con la voce ed è quel suono di voce a timbrare ogni pezzo che fa.
Se le canzoni fossero pagine di un passaporto, senza timbro sarebbero anonime,  con il timbro ogni pagina parla e racconta viaggi, vita, storie.»
Marco Paolini

«Il titolo di questo lavoro è una parola composta inventata per l’occasione, ottenuta unendo i due termini dialettali “porta” e “avèrta”. Mi piacerebbe che diventasse di uso comune, come “gentiluomo” o “palcoscenico”, a testimoniare che l’attitudine di una porta è consentire il passaggio più che impedirlo, sarebbe bello soprattutto in una regione come la mia, la Lombardia, in un paese come il mio... ma questa è un’altra storia.
Per me, questo è un disco di demarcazione (termine poco poetico ma calzante), segna l’inizio di un percorso e contemporaneamente, per forza di cose, segna anche la fine di un altro. Intraprendere un viaggio nuovo non vuol dire dimenticarsi della strada già fatta, significa però radunare i propri stracci, dirsi addio e uscire dalla porta, la porta di prima, quella che deve essere aperta. E’ un passaggio doloroso e parte di questo lavoro lo racconta.
Canto della solitudine, che è sorella delle scelte difficili, canto del non avere riparo ma evocare ugualmente la tempesta e canto della fragilità delle buone intenzioni, la fragilità delle persone buone.
Poi la pianto di parlare di me, parlo di noi: siamo in viaggio su di un pullman sgangherato e, tanto per cambiare, abbiamo difficoltà di convivenza e siamo in balìa dell’autista (è un film già visto).
Parlo di noi, che ci improvvisiamo speculatori e che pensiamo di poter fare i soldi con i soldi, lo faccio con Marco Paolini, che di queste cose se ne intende, ci ha fatto anche uno spettacolo sui soldi, sui disastri della finanza creativa, col titolo che è un programma Miserabili.
In un altra canzone esploro i confini del “possibile”, la pigra incongruenza tra parola e azione e mi diverto a giocare con i “significati” e i “significanti” (mi piace leggerci un omaggio a Gianni Rodari).
C’è una canzone dedicata a  Boris Vian e al suo meraviglioso modo di essere scomodo e libero, e c’è La costruzione di Chico Buarque de Hollanda, che parla di un incidente sul lavoro, e che ho scoperto sentendola cantare a Enzo Jannacci.
E per finire ci sono le storie, che portano difficoltà... difficile farci stare una storia dentro una canzone.  Ci sono storie d’amore, un duetto tra un marito ubriacone e una moglie puttana, e un racconto che risale agli anni in cui ho fatto il militare nella fanfara dei bersaglieri (e non c’è niente da ridere)».

Lorenzo Monguzzi

Il video del backstage del disco

 

Intervista a Lorenzo Monguzzi e Marco Paolini, realizzata ai Cantieri OGR