teatro

Aprile ’74 e 5

Riallestimento 2008

ALBUM D’APRILE
tra un campo di rugby e la piazza

di e con Marco Paolini
Musiche: Lorenzo Monguzzi
Consolle audio: Corrado Cristina
Direzione tecnica: Marco Busetto
Produzione: Michela Signori, JOLEFILM

Riallestimento 2002

APRILE ’74 E 5
tra un campo di rugby e la piazza

Ideazione, interpretazione e regia di Marco Paolini.
Musiche originali composte ed eseguite da Francesco Sansalone
Assistenza tecnica Marco Busetto
Organizzazione e distribuzione Michela Signori
Produzione JOLEFILM

1995

APRILE ’74 e 5

ideazione, interpretazione e regia Marco Paolini
collaborazione drammaturgica Lorenza Mercuri
musiche originali Gualtiero Bertelli
scene e allestimenti Alberto Artuso, Andrea Patron
allestimenti Alberto Artuso, Pierpaolo Pilla
organizzazione e distribuzione Fabio Bonso, Cristina Palumbo, Michela Signori
produzione MOBY DICK – Teatri della Riviera

(riallestimento 2008)
ALBUM D’APRILE è il riallestimento dello spettacolo teatrale APRILE ’74 E 5 del 1995. La versione proposta con le musiche eseguite dal vivo da Lorenzo Monguzzi (dei Mercanti di Liquore) è stata presentata in occasione della diretta televisiva trasmessa da LA7 il 1 febbraio 2008.
Lo spettacolo è un racconto di formazione articolato, che condensa in due ore le storie di ragazzi di provincia nel passaggio dalla giovinezza alla maturità. Si tratta di una biografia collettiva i cui protagonisti sono amici e compagni d’avventura e di scelte.
I ragazzi già descritti in altri ALBUM intitolati ADRIATICO, TIRI IN PORTA e LIBERI TUTTI sono cresciuti e sono arrivati all’esame di maturità.
Questo è il quarto racconto degli ALBUM DI MARCO PAOLINI collegati, ma indipendenti l’uno dall’altro. La storia personale dei protagonisti intreccia la memoria collettiva dell’Italia segnata in quegli anni da ferite come la bomba di maggio in piazza della Loggia a Brescia.

(riallestimento 2008)
“Questa storia è inventata, ma dentro ci sono molte “cose vere”, mescolate e combinate. C’è il Rugby che mi è stato insegnato con passione da chi lo gioca, perché io non ho mai giocato, solo ammirato da fuori. C’è la registrazione di Brescia, dell’attentato; ci sono i testi
del Libro Verbali Assemblee del Circolo I maggio, tutti rigorosamente autentici; ci sono tante storie vere di sport, di bar, di piazza che mi sono state regalate da amici generosi che riescono a tener acceso in testa al circuito dalla memoria e mi sorprendono con i loro racconti. Io che ho la memoria corta devo a loro la mia voglia di raccontare ancora.”

Marco Paolini – maggio 2008

1° frammento

… La prima cosa è l’odore della sifcamina e dell’olio canforato, per scaldare i muscoli in spogliatoio;
la seconda è la faccia di Tarcisio, tirà come una bestemmia muta, gli occhi rossi di chi non ha dormito;
la terza è lo o spogliatoio: stretto, lungo, come un vagone;
la quarta è la squadra, tutti vestiti uguali, anch’io, allora gioco anch’io;
la quinta il campo di fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo, fatti apposta per farti prendere paura;
la sesta è il caligo, la nebbia;
la settima è una piova che vien e che lava;
l’ottava gli spari in piazza;
la nona è Barbin in coma, ma par che dorma;
la decima è il nostro nome: gridato in piazza come a una partita vera Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le! …

2° frammento

… Appuntamento a mezzanotte alla fontana dei ferrovieri per l’affissione.
– e i timbri?
– niente timbri, abusivi
– ma è illegale
– se serve se fa!
Affissioni miste. Tutta la notte in giro con la Maria Bellotto a fare affissioni.
Dai due squadre, io, Cesarino, Ciccio e la Maria Bellotto…no, io Nano, Cesarino e la Maria Bellotto, via in bicicletta, l’altra squadra, ciao,ciao, ciao, ciao…
– qua va ben?
– sì… Nano, monta sulla bicicletta, Cesarino fai il palo
– da solo?
– fa il palo Cesarino, dai moeghea! Nano vai sulla bicicletta, ti tengo io, vai col pennello, vai col pennello, vai, incolla, incolla sul muro, vai Nano incolla, incolla, incolla, incolla, incolla, vai metti il manifesto, Nano, no, cava le bolle, no co le man
– perché?
– col pennello Nano
– ma perché?
– non so è roba che si impara, è come la polenta, non so perché ma bisogna mai toccare il manifesto sul muro con le man, sempre col pennello…
– machina!
– una macchina…via, facciamo finta
– finta de che?
– non so, facciam finta, Maria vien qua facciamo finta di essere morosi!
– e mi?
– Nano, ti tachete al penello, fa finta non esserghe! C’è ’na macchina! Vien qua, Maria, t’insegno io, vieni qua, vieni qua che mmmm…mmm…mmm…mmm
– è passata
– …mmmm…
– è passata
– … mmmm…
– è passata
– Grazie Cesarino! Vero compagno!…

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