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Alto Adige (Bolzano;Trento) – Che Notte, alla cattedrale

Paolini e Brunello in Val di Sella con l'opera di Schönberg

SUONI DELLE DOLOMITI

VALSUGANA. Una lettura narrativa della Notte Trasfigurata di Schönberg, ovvero una trasfigurazione della trasfigurazione: sarà quella che Mario Brunello e la sua Orchestra d'Archi Italiana, nella quale egli veste il doppio ruolo di direttore e violoncellista, proporranno insieme a Marco Paolini per il loro prossimo appuntamento dei Suoni delle Dolomiti, questa sera alle 21. La scena alquanto suggestiva sarà quella di una delle opere di land art di Arte Sella, la Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri.

Della Verklärte Nacht Op. 4 di Arnold Schönberg esistono due versioni: la prima del 1899 è per sestetto d'archi, mentre la versione orchestrale, della durata di circa mezz'ora, risale a parecchi anni più tardi, 1917. La distanza temporale tra le due versioni corrisponde a quella tra una temperie simbolista fine de siècle e quella dell'anno più cupo della Prima guerra mondiale nel secolo delle guerre di massa. Le due versioni vengono entrambe riproposte in concerto: sul sestetto iniziale si inserisce Paolini con la sua narrazione recitante che opta per una versione del brano in chiave moderna, fitta di implicazioni sociali e poilitiche oltre che umane. La Notte Trasfigurata di Schönberg ha essa stessa una genesi letteraria, ispirandosi ai versi del poeta mistico Richard Dehmel raccolti in Weib und Welt (Donna e mondo). In una notte glaciale, due amanti si incontrano: il dramma di lei è quello di aver sposato un uomo che non amava e di portarne in grembo un figlio; il dramma di lui quello di amarla incondizionatamente di un sofferto amore clandestino. Sulla vicenda umana si chiude l'oscurità della notte, che sublima la vicenda entro la cornice di un simbolo ineffabile. Lasciando cadere i riferimenti autobiografici schönberghiani, su cui troppo si è speculato, Paolini approfondisce in modo geniale la dimensione della clandestinità dell'amore.

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