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AUSMERZEN

Di seguito un estratto del libro AUSMERZEN, pubblicato da Einaudi Stile libero e tratto dal racconto trasmesso in diretta su La7 il 26 gennaio 2011.

Alexander Graham Bell è uomo di chiara fama e molti meriti; viene considerato a lungo l’inventore
del telefono (anche se, giustamente, per noi italiani, e anche per il senato degli Stati Uniti dal 2002, quello è Meucci). Il suo lavoro nella scienza e le sue invenzioni lo fanno considerare un padre della nazione, uno dei cento più grandi britannici e americani di tutti i tempi. Anche le sue più stringate biografie su internet non possono occupare meno di quattro pagine per elencarne tutte le scoperte.
Bell, che era di origine scozzese, diventò cittadino americano. Diventò anche ricco e famoso con la sua compagnia telefonica e fu tra i principali sostenitori del movimento eugenetico in America.

Martha’s Vineyard è un’isoletta dell’Atlantico del Nord. È oggi abbastanza famosa per varie ragioni anche cinematografiche: l’attore John Belushi è sepolto sull’isola e Spielberg nel ’75 l’ha scelta come set del film Lo squalo. Poco tempo dopo che la compagnia telefonica Bell aveva iniziato a cablare l’America, lo scienziato si recò sull’isola per una ricerca sulla sordità. A quel tempo un quarto degli abitanti ne erano affetti, e per ragioni pratiche il linguaggio dei segni era usato da tutti e tutti lo capivano.
Bell si convinse che la sordità era ereditaria e chiamò quella di Martha’s Vineyard una variante peggiorativa di razza umana. Propose di proibire ai sordi di sposarsi perché non si riproducessero. Propose di chiudere le pubbliche scuole per i sordi perché inutili, anzi dannose, perché rendevano più normale la malattia.
Anche il lettore meno attento non può non cogliere il nesso: sordi contro soldi. Lo scienziato Bell non può che lottare contro la peggior malattia che ci possa essere per l’industriale Bell che vende telefoni. I sordi si oppongono al progresso e lui si oppone ai sordi.
Ma non è così semplice. Alexander Bell conosceva a fondo il problema della sordità, sua madre era sorda, suo padre era professore di dizione e aveva inventato un metodo di lettura delle labbra e di articolazione di parole per permettere ai sordomuti di comunicare.
Anche Alexander aveva insegnato ai sordomuti: professore di Psicologia vocale e dizione all’Università di Boston.
Anche sua moglie Mabel era sordomuta ed era una sua ex allieva.
La «sua» invenzione del telefono deriva anche da ricerche di Bell per un apparecchio che facesse comunicare i sordomuti. Non si può dire quindi che il problema non gli stesse a cuore, tuttavia per Bell i sordi non dovevano fare figli. Ciò nonostante da Mabel ebbe tre figli, tutti senza problemi di udito. La felice circostanza avrebbe almeno dovuto farlo dubitare della sua certezza sul carattere ereditario della sordità tra generazioni (solo alcuni tipi di sordità sono ereditari). Ma su questo Bell non ebbe ripensamenti.
Di lui si conoscono progetti mirabili e lungimiranti, un carattere gentile e affettuoso e saldi principî eugenetici. Sapeva naturalmente che se i principî da lui invocati fossero stati applicati prima alla sua famiglia, né lui né i suoi figli sarebbero nati. Tuttavia continuava la sua battaglia.
Perché non ci fanno un film su uno così?
Bell è un esempio straordinario di come, senza fanatismo apparente, in nome di un bene supremo per la società, si accettino danni collaterali per le persone, facendoli apparire un costo sociale ragionevole.
Bell è un padre, padrone ma gentiluomo.
Dal 1912 al ’18 fu segretario del consiglio scientifico dell’Eugenics Record Office, che promosse una campagna per la diffusione della sterilizzazione nella legislazione di molti stati americani.
All’inizio il bersaglio della campagna erano i «criminali nati» di Lombroso e gli «imbecilli d’alto grado »; via via nell’elenco vennero incluse altre categorie di «anormali».
Nel 1921 Bell fu nominato presidente onorario del II congresso internazionale di eugenetica tenuto
sotto il patrocinio dell’American Museum of Natural History di New York.
Ormai la logica dell’eugenetica permeava la politica di molti senatori e governatori. Le grandi fondazioni industriali Carnegie, Rockefeller, Harriman, Krupp, finanziavano il movimento e le ricerche sia in America che in Inghilterra e in Germania.
Si misurano i cervelli, le percentuali di delinquenti nelle carceri per gruppo etnico, l’ereditarietà dei caratteri spiega quasi tutto. È l’America per prima a usare l’eugenetica come strumento per classificare razze inferiori, per contingentare o respingere gli immigrati come italiani, polacchi, cinesi e irlandesi, per proibire i matrimoni misti.
È nel Novecento, tra gli anni Venti e Quaranta, che le idee nate nell’Ottocento trovano applicazione pratica. Hanno una base scientifica, sono ormai accettate da un’élite di medici, politici e gente influente. Sono abbastanza audaci e moderne per colpire l’immaginario. Offrono una spiegazione convincente per molti mali delle società evolute. Gli studi sull’intelligenza umana di cui quelle élite si sentono «giustamente» beneficiarie, perché giustificano la loro posizione di potere e il loro successo, forniscono parametri implacabili per misurare chi è normale e chi non lo è.
Verso tutti quelli che sono sotto i parametri si può e si deve intervenire per salvaguardare la nazione e ovviamente anche la sua piramide sociale.
Quando tutti nelle accademie dànno numeri sensazionali, ci vuole un po’ di tempo per verificarli,
ma, come accade talvolta nell’alta finanza, i numeri a volte sono gonfiati e alla fine i conti non tornano.
Nella scienza e anche in economia, prima o poi, i truffatori e gli ingenui arrivano alla resa dei conti.
Se una grave crisi economica porta a conseguenze devastanti dopo il crollo iniziale, un crollo delle certezze scientifiche arriva di solito alla fine, dopo che le conseguenze sono state scoperte.
L’eugenetica ha perso credibilità per gli stermini commessi dai nazisti, ma con meno clamore, per decenni le democrazie nello stesso periodo hanno autorizzato e permesso che decine di migliaia di persone in nome di quella logica venissero sterilizzate, ostracizzate, discriminate.
Nel bilancio di quella logica ritengo necessario inserire, prima di parlare di quanto successo nella
Germania nazista, il racconto di altre due pratiche che lasciano un segno nella storia della medicina del Novecento: la lobotomia e l’elettroshock.

Marco Paolini
AUSMERZEN (Einaudi Stile Libero, 2012)

Ascolta alcuni estratti dalla presentazione del libro AUSMERZEN con Marco Paolini e Mario Paolini al Festival Aperture (Cantina Cardeto, Sferracavallo - Orvieto, 21 aprile 2012)
Presentazione libro Ausmerzen 1
Presentazione libro Ausmerzen 2

Per guardare la presentazione del libro a Che tempo che fa (28 aprile 2012) clicca qui