di Nicolò Menniti Ippolito

Gli spettacoli di Marco Paolini rimangono a lungo in divenire. Mai uguali a se stessi, almeno fino al momento in cui vengono fissati in una forma che finalmente soddisfa un autore ed attore particolarmente esigente con se stesso. Così dopo l’esordio al Teatro Romano di Verona, quello che arriva ad inaugurare la nuova stagione del Teatro Goldoni di Venezia è già un prodotto leggermente diverso, adattato alla città, ad un teatro chiuso, ad un mese, quello di novembre, che porta con sé ricordi di alluvioni devastanti.
Il Brenta, il Po, le idrovore, i pozzi diventano oggetto di spettacolo, in una scena popolata solo da sagome di nuvole, di pesci, da qualche secchio, tutti simulacri del nostro rapporto con l’acqua. Lo spettacolo è prodotto dalla Jolefilm e dallo Stabile del Veneto. La regia dei fratelli Dalla Via, che insieme a Michela Signori hanno anche collaborato ai testi.
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