tratto

Regia Alessandro Rossetto

Diego Ribon, Mirko Artuso
Maria Roveran, Nicoletta Maragno, Roberta Da Soller
Olivier Rabourdin, Lucia Mascino, Marco Paolini
Andrew C. NG, Shi Yang Shi, Stefano Scandaletti
Valerio Mazzucato, Silvio Comis, Vitaliano Trevisan, Giancarlo Previati

con la voce di Paolo Pierobon

Prodotto da Francesco Bonsembiante
Una produzione JOLEFILM con RAI CINEMA

Film riconosciuto di interesse culturale con contributo economico del Ministero dei beni e delle attività culturali – Direzione Generale Cinema

Italia, 116', 2019

 

Opera realizzata con il contributo di
Regione del Veneto

e con il contributo di
Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige
e IDM Südtirol - Alto Adige Film Fund & Commission

Con il supporto di
Creative Europe Programme – MEDIA of the European Union

Distribuzione: Parthénos

Con
Diego Ribon
Mirko Artuso
Maria Roveran
Nicoletta Maragno
Roberta Da Soller
Olivier Rabourdin
Lucia Mascino
Marco Paolini
Andrew C. NG
Shi Yang Shi
Stefano Scandaletti
Valerio Mazzucato
Silvio Comis
Vitaliano Trevisan
Giancarlo Previati

con la voce di Paolo Pierobon

regia Alessandro Rossetto

prodotto da Francesco Bonsembiante

soggetto e sceneggiatura Alessandro Rossetto, Caterina Serra

liberamente ispirato al romanzo Effetto Domino di Romolo Bugaro edito da Marsilio Editori

fotografia Daniel Mazza

montaggio Jacopo Quadri

musiche Alessandro Cellai, Valerio Vigliar, Maria Roveran

Scenografia Leonardo Scarpa

Costumi Marianna Peruzzo

Aiuto regia Giuseppe Tedeschi

Casting Marina Zangirolami

Affari legali finanza e controllo Lorenza Poletto

Suono in presa diretta Marco Zambrano

Microfonista Pierluca Ditano

Montaggio del suono Riccardo Spagnol

Fonico di mix Paolo Segat

Una produzione JOLEFILM con Rai Cinema

Produttore associato Andrea Stucovitz




Effetto Domino

di Alessandro Rossetto

La storia

Entro il 2030, nei paesi ricchi, gli abitanti di più di 65 anni supereranno il 30% del totale della popolazione. Nel 2050, per la prima volta nella storia del genere umano, la popolazione anziana sarà più numerosa di quella giovane.
In una cittadina termale che resiste al turismo di massa, un impresario edile e il suo sodale geometra, avviano un progetto ambizioso: convertire venti alberghi abbandonati in residenze di lusso per pensionati facoltosi. Il venire meno del sostegno finanziario di banche e investitori scatena un effetto domino nel destino dei
protagonisti che sovverte per sempre la realtà.

Note di regia

Il grande progetto edilizio che regge gli eventi raccontati dal film è legato alla reale presenza di un sorprendente numero di enormi hotel abbandonati nel territorio di Abano e Montegrotto Terme, a sud di Padova, in una delle zone alberghiere termali più note al mondo. Questa ambientazione adatta la vicenda centrale del romanzo cui il film liberamente s’ispira e la trasforma nel tentativo da parte dei protagonisti di recuperare gli alberghi in disuso. L’iniziativa lancia i personaggi in un’avventura umana e professionale che è all’origine dell'effetto domino e del suo inarrestabile potere di incidere sui destini di ciascuno.
Il plot è l’avvincente svilupparsi dei fatti legati a una grande operazione edilizia che va fallendo e diventa il terreno della lotta inconsapevole dell’uomo contro l’uomo. Per la regia è una lotta striata di sentimenti e in dialettica permanente con le relazioni, incardinata nel territorio e tra passato e presente, con attenzione alla forza drammaturgica che offre la dinamica della perdita di controllo, che s’insinua in un ingranaggio economico e umano che dovrebbe invece lavorare a pieno regime.
La particella del nord est italiano - teatro principale del racconto - è guardata come fosse un sobborgo di Miami, dimenticando il verde dei vicini colli e concentrandosi sulla teoria di alberghi giganteschi, unica e sontuosa scenografia. Il mondo, l’area in cui i personaggi vivono, è una bolla circoscritta.
Voglio considerare il film come l’ideale continuazione del mio lungometraggio precedente, Piccola Patria.
Un’altra faccia del nord est italiano, un territorio inteso come “landscape filosofico”, stessa lingua che fa comunità, stessa muta di maschi in bilico sul baratro, stesse femmine cardine - mogli, madri, figlie – e stessi cuori infranti e tanti o pochi soldi (schei).
Effetto Domino è lavoro come religione, imprenditoria che man mano perde ogni scrupolo, enormi piani perfetti che scricchiolano, scricchiolano… e poi crollano.
È la provincia contemporanea che sembra la stessa ovunque, bei sogni di gioventù andati perduti, giorni passati a rincorrere, giorni passati a fuggire, un muro che si avvicina e sul quale schiantarsi.
È polverosi cantieri attivi o fermi come paludi, magazzini pieni d’invenduto, case silenziose, auto che corrono su strade sempre uguali, capannoni che se potessero parlare…
È sentimenti al limite, grandi speranze e disperazioni sconfinate, ascesa e fallimento, fedeltà e tradimento.
La struttura del film è frutto dell’effetto domino stesso, che traina e incatena tutto e tutti gli uni agli altri. Senza saperlo, i personaggi si addentano come cani ciechi, ognuno è sbranato mentre sta per sbranare, non può che sbranare, ma sarà sbranato a sua volta. Non si tratta di sapere se salvano o si salvano, se scompaiono o risorgeranno, ma di vederli all’opera mentre tutto accade.
Negli hotel in disuso il film cala il racconto del progetto edilizio della “città per vecchi”: fare degli alberghi avveniristiche residenze per anziani. Questo tema è legato a doppio filo alla contemporaneità e al reale futuro prossimo, la didascalia che apre la sceneggiatura prospetta che in pochi anni nei paesi ricchi gli anziani diventino il 30 per cento della popolazione, che la tendenza non s’inverta e che presto, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di anziani superi quello dei giovani.
Dalla loro postazione defilata, da una laboriosa provincia, i nostri protagonisti colgono un trend globale, la storia si pone così anche su un piano planetario e vicende locali e specifiche risuonano fino al lontano oriente.

Festival

76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Sezione Sconfini

Foto

Con
Diego Ribon
Mirko Artuso
Maria Roveran
Nicoletta Maragno
Roberta Da Soller
Olivier Rabourdin
Lucia Mascino
Marco Paolini
Andrew C. NG
Shi Yang Shi
Stefano Scandaletti
Valerio Mazzucato
Silvio Comis
Vitaliano Trevisan
Giancarlo Previati

con la voce di Paolo Pierobon

regia Alessandro Rossetto

prodotto da Francesco Bonsembiante

soggetto e sceneggiatura Alessandro Rossetto, Caterina Serra

liberamente ispirato al romanzo Effetto Domino di Romolo Bugaro edito da Marsilio Editori

fotografia Daniel Mazza

montaggio Jacopo Quadri

musiche Alessandro Cellai, Valerio Vigliar, Maria Roveran

Scenografia Leonardo Scarpa

Costumi Marianna Peruzzo

Aiuto regia Giuseppe Tedeschi

Casting Marina Zangirolami

Affari legali finanza e controllo Lorenza Poletto

Suono in presa diretta Marco Zambrano

Microfonista Pierluca Ditano

Montaggio del suono Riccardo Spagnol

Fonico di mix Paolo Segat

Una produzione JOLEFILM con Rai Cinema

Produttore associato Andrea Stucovitz