tratto

Cerca un articolo

Giornale di Brescia – Con Paolini le parole di Jack London volano

BRESCIA «Good morning Brescia. Myname is Jack!».Un Marco Paolini più divertito che mai,  quello di venerdì sera al Palabanco di Brescia, che ha incantato i 1300 spettatori.Un Paolini multiforme: un po’ il grande scrittore Jack London, cercatore d’oro nel Klondike a fine ’800,ma anche vagabondo sui treni-merci; un po’ i cani che tiravano le slitte, incroci coi lupi, più selvatici che domestici. Il famoso affabulatore veneto riesce così a rendere alcune storie brevi di London, nate per essere lette a puntate sui giornali, uno show teatrale. Complici sguardi, pause, gesti, un ballo, un fiammifero acceso e bidoni che diventano rifugio o tamburi che imitano il rumore del treno. Aggiungiamoci la chitarra e la voce di Lorenzo Monguzzi, la fisarmonica di Gianluca Casadei e il clarinetto di Angelo Baselli. E, ancora, un corto d’animazione finale che ci disegna l’uomo disperato dell’ultimo racconto, in lotta col gelo, tra la vita e la morte. A ben vedere, la pièce «Ballata di uomini e cani. Dedicata a Jack London» non sarebbe un pezzo per il teatro. È come quando leggendo un libro si immagina tutto;
solo che qui, a fare tutto è Paolini coi musicisti, che danno ritmo e anima ad ogni pezzo. Ci sono anche le canzoni del mitico cantastorie «socialista» Woody Guthrie: una canta di un mattino in cui tutto cambierà... Le intona Monguzzi con una voce calda da applausi.
Sul finale si canta in italiano, di un immigrato afgano che si nascose sotto un camion, vicino Venezia, e morì. Come morivano a volte, attaccati sotto i treni, i vagabondi di fine ’800. Disperati di ieri e di oggi. Crisi di ieri e di oggi. Corse all’oro di un tempo, quando le pepite erano «grosse come uova»,ma molti perdevano tutto cercandole. Corse ai soldi di oggi, le banche la nostra Alaska. Solo il cane capirà, nell’ultima storia, che a 50 sotto zero fa solo freddo, e si muore. Con o senza pepite.

Cerca un articolo