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Il Gazzettino (Pordenone)

TEATRO

LATISANA - In scena solo una bricola e il profilo gugliato di un tetto veneziano. Oltre a lui, naturalmente, Marco Paolini, Rustichello da Pisa del nuovo millennio impegnato ad aggiornare il mito della Serenissima, partendo dal cartellone pubblicitario targato Campari che accoglie svettante i forzati del turismo lagunare fino alla poesia ispirata di una luminosa alba su piazza San Marco. "Appunti foresti", andato in scena domenica sera al teatro Odeon di Latisana, è, non a caso, sottotitolato "dal Milione, quaderno veneziano": Paolini ricorda Rustichello, certo, compagno di prigionia di un loquace Marco Polo, ma, nel trasformismo leggero del bellunese, c'è anche la capacità di assumere voci diverse, con una sottile variazione di timbro o un gesto ripetuto: ecco allora nascere Campagne, turista per caso a Venezia dopo un decollo finito male, guarda caso, all'aeroporto che porta il nome del viaggiatore medievale; ecco Sambo, gondoliere saggio che ammaestra il suo improvvisato passeggero sulla filosofia paziente ma non remissiva della Venetian way of life: "sei ore sale, sei ore scende", è la nenia cantilenante con cui Paolini mima l'eterna ripetitività della marea e dei gesti veneziani. E nel ritaglio di tempo tra l'acqua alta e la grande secca che scopre la laguna come un'immensa discarica, Sambo-Paolini racconta la storia antica e moderna della Serenissima, tra sotterranei labirinti di pali, pietra d'Istria barattata con le reliquie di Santi vinte dai Crociati e remi murati nelle pareti, perché la città sprofonda, e non si sa mai La trentesima stagione teatrale firmata dal Cit insieme a Ert e Comune si conclude così, con una prova d'attore-autore che trasforma l'armamentario ingombrante dei cliché (le serenate pro-turisti giapponesi alle nove del mattino, il traffico soffocante dei pedoni a Rialto) in uno strumento di realismo tanto aderente al vero da coglierne l'aspetto surreale e sognante. Gato, il piccolo eroe omerico di Paolini, guidando il suo onomatopeico "mototopo" alla vittoria nella sfida del trasporto-merci fai-da-te contro la grande distribuzione, diventa alla fine il vero protagonista di una parabola su una venezianità aperta a chiunque. Basta capire che, anche nel viaggio della vita, la meta non si raggiunge sempre con una navigazione in rigorosa linea retta.

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