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Il Gazzettino (Udine – Pordenone) – Paolini, sorpresa solidale

Metti una sera nelle valli del Natisone, in un grande cortile di Sorzento, messo a disposizione da una famiglia del luogo: vi prendono posto numerosi amici, che sotto l’impegno del segreto, rispondono all’invito di Roberto Piaggio e Antonella Caruzzi, artefici del festival “Marionette e Burattini nelle Valli del Natisone”, che da 17 anni calamita l’attenzione degli abitanti e di tanti ospiti e che quest’anno ha rischiato - grazie ai tagli allo spettacolo - di non farsi.
Ma risparmiando su tutto, trovando l’ospitalità degli abitanti delle Valli e la disponibilità degli artisti a esibirsi gratis, ecco che il festival ancora una volta riempie le serate della zona. Tanti amici stanno dando una mano a Piaggio, Caruzzi e collaboratori vari - tra cui Fernando Marchiori che con Elisabetta Gustini cura le passeggiate “Un paese dentro l’altro” - e così l’altra sera a Sorzento è arrivato “privatamente” (ecco il perché del segreto) anche Marco Paolini. Per stare con il pubblico, testimoniare la sua amicizia al festival e già che c’era per proporre una delle tappe di avvicinamento a quello che sarà il suo nuovo spettacolo: “Uomini e cani”, ovvero dei racconti tratti da Jack London.
Nella grande corte - di quelle di una volta, con le porte delle varie abitazioni a chiudere il perimetro e con i ballatoi di legno - si vive una di quelle serate magiche, che il “far filò” di Marco Paolini esalta. C’è la luna ad accompagnare il suo dire, ci sono in lontananza i latrati dei cani che al momento giusto del racconto si fanno sentire. Una presenza, quella di Paolini, tanto discreta, quanto significativa: in tempi così mortificanti per la cultura bisogna ritrovarsi, stare assieme, fare fronte comune per superare non solo i tagli, ma soprattutto la dilagante mentalità di considerare la cultura, e con essa lo spettacolo, qualcosa di superfluo e quindi di inutile in tempi di crisi. E cercare di far capire che la cultura è invece necessaria all’uomo come il pane.
Nelle Valli lo hanno capito e vogliono difendere il loro festival, battendosi contro l’aria stagnate (come l’acqua del Natisone in questi giorni di gran caldo) del momento. In fondo, basta una serata come quella di Sorzento, con Paolini che torna sempre volentieri nelle Valli, per dire che il teatro è vivo: basta solo volergli bene e dargli un po’ più di fiducia (nonostante i tagli).

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