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Il Messaggero (Ancona)- Gli appunti foresti di Marco Paolini divertono il pubblico fabrianese

FABRIANO-Oltre duecento spettatori venerdì sera si sono letteralmente sbellicati dalle risate sulle battute in veneziano di Marco Paolini. “Appunti Foresti” riallestimento de “Il Milione, quaderno veneziano”, ha riscosso notevole successo anche fra i fabrianesi. Il pubblico non ha riempito il teatro, ma Paolini si sa è un attore-regita un po’ di nicchia e quei duecento e passa spettatori se lo sono goduto in tutto e per tutto. Applausi a non finire per un monologo di un paio d’ore, con cui Paolini ha ripercorco la storia di Venezia. Scenografia semplicista: sul palco del Gentile solo un palo inclinato, la cosiddetta briciola, ed il profilo con le tipiche guglie di un tetto veneziano. Oltre a lui naturalmente: Paolini. Si inizia da Rustichello da Pisa, che alzando lo sguardo dal ponte di Venezia vede il cartellone pubblicitario con la scritta “Campari” che accoglie i turisti, giunti in massa nella città più romantica del mondo. Ma “ogni volta che voglio andarmene altrove riparto da Marco Polo, anche perché è l’aeroporto più vicino a casa mia”.

Ed ecco quindi nascere Campagne, il turista finito a Venezia grazie a un Fantomatico ammaraggio dell’aereo. Inizia il racconto tra Campagne e Sambo, il saggio gondoliere, ripercorso da repentini cambi di voce. E quando tutta l’acqua è uscita dalla laguna, prende il sopravvento la filosofia veneziana:”sei ore sale e sei ore scende”. Con tutta la pazienza del mondo, Campagne prova a vogare nella laguna della vita e della storia, ma gira in tondo. D’altronde: “Non ho mai pensato nella vita che per procedere bisogna necessariamente andare in linea retta”.

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