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Il Teatro di Radio3

Il Teatro di Radio3

Il mio tributo a Jack London

Giovedì 30 gennaio, alle ore 22.50, Marco Paolini in diretta ai microfoni di Radio3, racconta la sua Ballata di uomini e cani, dedicata al grande scrittore statunitense, accompagnato dalla chitarra e dalla voce di Lorenzo Monguzzi, che presenta il suo primo album da solista Portavèrta.

Per maggiori informazioni: Radio3

Nella sua Ballata di uomini e cani Marco Paolini rende omaggio a Jack London (1876-1916), e non solo al London che ha acceso l’immaginario di  tante generazioni di adolescenti – compresa la sua – ma all’autore che si apprezza soprattutto in età adulta, e non solo per i suoi oltre 50 tra racconti, saggi, romanzi, tra cui Il tallone di ferro e Martin Eden, ma anche per la sola rilettura dei suoi due testi più conosciuti, Il richiamo della foresta e Zanna bianca. “Per me - dice Paolini -  ciò che rende prezioso London è che scrive di ciò di cui ha fatto esperienza, senza mai dispensare consigli, ma coinvolgendo il lettore nel racconto del vivere”.

Un  "work in progress" cominciato nel 2010 nei boschi, nei rifugi alpini e nei ghiacciai, che lentamente ha preso la forma di uno spettacolo teatrale, in  cui a tre racconti dello scrittore statunitense recentemente tradotti da Davide Sapienza (Macchia, Bastardo e Preparare il fuoco), si  aggiungono le ballate  composte ed eseguite alla chitarra da Lorenzo Monguzzi ( ex Mercante di liquori, e da anni suo  collaboratore,  affiancato in scena  da Angelo Baselli al clarinetto e Gianluca Casadei alla fisarmonica), ispirate ai vagabondaggi sonori e canori di Woody Guthrie, ma anche con riferimenti al Verdi suonato dalle bande americane, come ci racconta Whitman nel suo Foglie d’erba.

Nelle quasi due ore di spettacolo il pubblico si ritrova immerso nelle atmosfere fredde e solitarie del grande nord americano, immagina di  viaggiare su una slitta verso la corsa all’oro nel Klondike, immedesimandosi nelle avventurose storie di quei vagabondi, diseredati, senzatetto che, come fece lo stesso London,  si aggrappavano abusivamente ai vagoni in corsa per andare in cerca della loro “casetta in Canada”.  Tre racconti in cui protagonisti sono sempre un uomo e un cane, tre storie ch si ispirano anche alla vita dello stesso London, a quella vagabonlandia ( il termine è dello stesso autore)  frutto della crisi economica del 1894, tra le più gravi degli Stati Uniti, che  diventano anche una riflessione sulla realtà contemporanea dei “nuovi vagabondi”, dei tanti migranti di oggi alla ricerca di una “nuova corsa verso l’oro”, disposti anche a rischiare la propria vita nella speranza di un futuro migliore.

Meglio gli uomini o i cani? Meglio la spietata stoltezza umana o la lucida, a volte anche crudele, istintività animale? Forse non c’è differenza quando bisogna lottare contro gli ostacoli della natura, come di fronte a quelli della vita. Solo alla fine dello spettacolo Paolini ci svelerà il suo sguardo.

(…) la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicita’
d’essere cane e d’essere uomo
trasformata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe
e una coda
con rugiada
.

(Pablo Neruda, Ode al cane)