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La Repubblica (Napoli) – Paolini rilegge Ustica il teatro della memoria

la recensione

«... Morirono 64 adulti, 13 bambini, 4 membri di equipaggio, un dentista, un commerciante di carne, un perito metalmeccanico...» il pubblico ascolta col fiato sospeso l'elenco di un disastro presente nella memoria. Marco Paolini «racconta» giorni terribili. E' la sua puntigliosa ricostruzione di fatti che molti hanno voluto ignorare. Al Mercadante ITigi, racconto per Ustica è l'evento speciale della rassegna La scena sensibile, appuntamenti di teatro dedicati ad un pubblico di giovani. Attore solista, firma insieme con Daniele Del Giudice questo suo inquietante spettacolo. Il teatro italiano ha avuto pochi «cronisti», pochi attori capaci di mettere in scena la cronaca, che a volte sembra povera e piatta per colpevoli parzialità e/o superficialità, ed invece ha spessore e sintassi drammatica. Conosciamo i percorsi beffardi di Dario Fo, quelli pungenti di Franca Rame, quelli agrodolci di Moni Ovadia; da anni Marco Paolini racconta il presente con rari sorrisi. Testimone civile, sceglie per il suo teatro cronache drammatiche restituite ai nostri occhi sorpresi in puntigliosi spettacoli costruiti come autopsie. Evidenti, approfonditi studi, indagini, esami, letture, confronti, testimonianze, s'intrecciano, nelle quasi tre ore del suo spettacolo, in un tessuto emozionante. Come un giallo da dipanare sotto lo sguardo, tutto sommato quasi incredulo degli spettatori conquistati e costretti, brechtianamente, a pensare e prender posizione su ingiustizie che altri hanno subito è ferito noi tutti. Qui si parla di un giorno fatale che reticenti testimonianze cercarono di cancellare, di pezzi d'aereo ritrovati dove non dovevano essere, di «file» resi illeggibili, di registrazioni scomparse, di spudorate menzogne. E' la nostra storia «da ricordare ogni giorno», il cui racconto diventa a volte frammento di un teatro «diverso».

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