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La Repubblica – Pronti per il cambiamento date al pubblico la terza via

I dirigenti Rai sanno benissimo che il milione e due di media di Marco Paolini su La7 equivarrebbe ad almeno tre volte tanto (stando bassi) su una rete Rai. Anzi, lo hanno sempre saputo. Se Paolini sulla Rai non ci va è perché i dirigenti non vogliono, e stop. Non hanno voluto niente di simile negli ultimi anni e - a parte i buoni propositi - non c'è nulla di simile previsto in futuro. Di fronte alla débâcle di RaiUno, si torna anzi a parlare di Bonolis e della Carrà: mentre è appena ovvio che servirebbe una rivoluzione d'intenti. Sono finiti, quelli della Rai, come i soldati raccontati da Paolini in quel finale beffardo: non solo si è passato tutto questo, diceva, ma si è rimasti in periferia, le battaglie vere le hanno fatte altrove. Onore a La7 - che dimostra come, senza il giogo pressante dei colossi, esiste eccome lo spazio per un terzo polo, comunque per un'altra cosa. Gli altri invece hanno scoperto ora che in tv va quello che i boss decidono di far andare e non quello che il popolo bue richiede. Era ora.

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