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La Stampa Web – Deliziosi ed economici "Gli Sputi" di Marco Paolini

Il prezzo dei dischi è argomento ricorrente in questa rubrica. Prezzo giudicato eccessivo da quasi tutti i lettori; alcuni dei quali, tuttavia, obiettano che, in fondo, è possibile risparmiare. E' il caso di Cleto, un lettore abruzzese che, a proposito del cd di Guccini a 21 euro (e con copy control), scrive: "Presso quali negozianti comprate i vostri dischi? In una qualunque catena della grande distribuzione (Coop o Mediaworld per esperienza diretta nell'area di Teramo-Ascoli) il disco di Francesco Guccini è in vendita a non più di 16,90 euro (15,90 all'Ipercoop),,. E aggiunge: "Questo non toglie che sarebbe comunque giusto abbassare l'Iva sui dischi al 4%,,. Appunto. Il rimedio non è cercare con il lanternino i punti vendita più economici (suggerimento giunto anche da molto in alto, e per ogni genere merceologico, ma che presuppone consumatori con molto tempo a disposizione, così da poter passare le giornate ispezionando mercati rionali e bottegucce, iperstore e discount), ma agire sulle cause: l'Iva sui dischi, ad esempio, è un controsenso: perché mai il disco venduto in edicola può pagare il 4 in quanto prodotto editoriale, e quello normale è al 20? Sulla questione il rubrichista ha avuto uno stimolante scambio di idee con un altro lettore, che preferisce non essere citato. Si tratta di un addetto ai lavori, di un musicista di lunga esperienza e comprovata serietà: persona, quindi, autorevole in materia. Tale lettore, pur non nutrendo soverchia simpatia per i discografici, giudica ingiusto considerarli ladri e fa notare che la discografia, rispetto ad altre industrie legate ad espressioni artistiche (l'editoria, e soprattutto il cinema) non gode di nessun appoggio da parte dello Stato: eppure, il prezzo del cd non è molto diverso da quello di un libro - che peraltro ha costi di produzione inferiori - e regge il confronto con il biglietto del cinema, che consente la fruizione del prodotto da parte di un solo utente, e per una sola volta. Osservazioni giustissime. I discografici non sono ladri: e difatti se la passano maluccio. Ma di certo non hanno saputo difendere adeguatamente gli interessi generali della categoria, così come non dispongono di politiche industriali e artistiche credibili. E, comunque, i bei dischi possono costare un po' di meno: lo dimostra "Sputi", il cd, appena uscito, di Marco Paolini con I Mercanti di Liquore, frutto della collaborazione che ha visto l'attore e la band lombarda protagonisti di fortunati spettacoli. Disco delizioso, in vendita al prezzo consigliato di 15,45 euro.

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