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La Voce di Mantova – Marco Paolini fa centro

Simpatia e ironia: un assolo di oltre due ore che ha ben meritato gli applausi

Tutto esaurito al Teatreno per l'album "Aprile '74 e 5"

Una bella saga provinciale quella che Paolini ha portato in scena al Teatreno venerdì. Uno scenario da bar di periferia è infatti il punto di partenza del suo raccontar di rugby, di politica, di fascisti e della florida Iole che si fa mettere in manette dagli stessi celerini che ogni giorno bevono il caffè nel suo locale. Ma questi sono solo alcuni aspetti del suo album "Aprile '74 e 5" che ha attirato nella sala di piazza don Leoni un pubblico mai visto: posti liberi zero e tanta gente in piedi a ridere, pensare ed applaudire. Mantova ha decretato un osannante omaggio al brillantissimo Marco Paolini che per più di due ore ha retto un monologo davvero tirato.

Vestito in jeans e camicia (rossa, ovviamente), davanti ad uno scenario che se anche non ci fosse stato era quasi lo stesso, l'autore-attore, col solo ausilio di qualche canzone qua e là, ha riversato sul pubblico tutta la sua veneta simpatia.

Lui, il personaggio principale, è un giovane che milita in una squadra di rugby ma sta sempre in panchina. È di sinistra (nel '74/'75 c'era ancora quella verace) e frequenta alcuni amici veri coi quali divide la quotidianità, i pensieri politici, il vagare, lo stare (anzi il vivere) al bar della Iole. E poi ancora c'è il racconto della nottata passata ad attaccare manifesti gialli abusivi, l'approccio al cinema con la C maiuscola, le donne, la visita a piazza della Loggia, quella dell'attentato nero. Il tutto snocciolato da Paolini con un umorismo di irrefrenabile spontaneità e con auto-ironia, anche quando il racconto si fa tragico (un amico, picchiato dai poliziotti, entra in coma). Il fiume di parole che Paolini ha snocciolato in oltre due ore di affabulazione senza soste era fatto di semplicità e arguzia, di intelligenza fina e ricordi (i suoi, naturalmente, ma certo anche quelli di molti spettatori). "One man show" gratificante e rassicurante, dunque, poiché facile era immedesimarsi in molte delle situazioni narrate.

Uno spettacolo assai umano e godibilissimo. Il bravo autore ed attore veneto ha davvero meritato gli applausi calorosi che il pubblico virgiliano gli ha tributato con il cuore.

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