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Pensieri di cartapesta – Marco Paolini: Ballata di uomini e cani

In scena al Teatro Argentina di Roma fino al 2 febbraio Marco Paolini ci regala la sua dedica a Jack London. Il suo omaggio si chiama BALLATA DI UOMINI E CANI, un lavoro di inestimabile semplicità che, con poche pretese, ci permette di vivere le avventure narrate.

Sarà in scena fino al due febbraio presso il Teatro Argentina di Roma il bellissimo lavoro di Marco Paolini: Ballata di uomini e cani.

Paolini, autore ed interprete cui sono care le tematiche della natura e del come l’essere umano vi si pone all’interno, per questo lavoro nato nel 2010, decide di non affrontare tematiche politiche e sociali legate a questa ancestrale relazione, ma, di condurre per mano il suo pubblico in un viaggio differente.

E’ un cammino in cui la poetica di Jack London viene esaltata dalla voce di Marco e dai suoni dei tre musicisti presenti in scena, fedeli collaboratori che lo accompagnano per le due ore di lavoro.I suoni, le proiezioni video e il disegno luci contribuiscono a darci l’atmosfera dei paesaggi e delle avventure che si delineano fluide e dirette dalla bocca del narratore. Le sensazioni del pubblico si producono tramite la voce e si assestano tramite le sonorità prodotte. La semplice coppia parola-suono riesce a creare tutta l’immaginazione che serve allo spettatore per seguire la narrazione.

Di  London, passato ai posteri soprattutto per racconti come Zanna Bianca e Il richiamo della foresta, ascoltiamo tre racconti: Macchia, Bastardo e Preparare un fuoco, ambientati nell’epoca della corsa all’oro nord americana. Al centro dei racconti la relazione per eccellenza: uomo-cane. Ma, in questo caso, bisogna distinguere tra i vari tipi di uomini e cani. Il filo emotivo scorre tra i tre differenti racconti passando dalla storia di un cane da tiro particolare, a una macabra coppia cane-padrone in cui l’odio (e un po’ d’amore) vince sulla loro relazione, a uno struggente duetto che si colora di morte.

Preparare un fuoco resta, più degli altri, impresso nella mente, perchè è la storia della morte di uno sprovveduto e dei suoi ultimi e consapevoli momenti di vita in compagnia del suo cane, circondato da un paesaggio ostile in cui regnano solo freddo e neve. La voce di Paolini trasmette la paura e la rabbia di questo morto ancora vivo che attende che le temperature gelide facciano il loro corso ragionando con logica rispetto agli errori che lo hanno portato fino a quel momento.

Questo spettacolo ti raccoglie, ti porta dove vuole e ti da tutti gli ingredienti per assaporare ciò che ascolti. Poi ti fa tornare in platea soddisfatto della semplicità con cui questo lavoro rimane nelle ossa.

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