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Un progetto di Atlante delle Rive
per La Fabbrica del Mondo

 

realizzato da Jolefilm


con il sostegno di
Veneto Agricoltura e Regione del Veneto

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Stravedo

“Stravedo” è il fenomeno ottico che, nelle giornate di insolita limpidezza, rende visibili le Alpi dalla Laguna di Venezia. Non un miraggio, non un abbaglio: una condizione rara che avvicina ciò che sembra lontano, che rivela ciò che di solito resta nascosto. 

Stra-vedere. Andare oltre la superficie. Vedere quel che normalmente non si vede. 

È questo che vogliamo fare con l’acqua: renderla visibile là dove si nasconde, nei campi, negli allevamenti, nei piatti, nelle filiere. L’acqua che non scorre in un fiume, ma che scorre dentro ogni cosa che produciamo e consumiamo. 

Lo Stravedo è la forma che La Fabbrica del Mondo con Atlante delle Rive hanno trovato per stare sul territorio con leggerezza e curiosità.

 

Una giornata nel paesaggio con gli agricoltori, gli allevatori, gli scienziati e gli artisti. Insieme, per capire davvero cosa c’è dietro a quello che mettiamo nel piatto. 

 

Quest’anno, grazie a Veneto Agricoltura, La Fabbrica del Mondo propone due appuntamenti Stravedo:

Stravedo: Il richiamo dell'agro-foresta Piana del Cansiglio - BL 16 maggio 26 dalle ore 10:00 PARTECIPA
Stravedo: Parlamento in campo Chiusa di Ceraino - VR 19 settembre 26 dalle ore 10:00 PROSSIMAMENTE

 

Entrambi gli appuntamenti saranno realizzati all’interno di aree naturali protette,
si invita pertanto a mantenere un comportamento rispettoso dei luoghi, della fauna e flora locale.

Dialoghi e storie di pratiche agricole antiche e nuove
che coltivano terra e acqua per tra-guardare e stra-vedere
come il paesaggio cambia assieme a noi.
- Marco Paolini


Stravedo: Il richiamo dell’agro-foresta

Piana del Cansiglio – BL

16 maggio 2026 ore 10:00

Lo Stravedo non è un convegno. Non è una conferenza sull’ambiente. È una giornata in montagna con gli agricoltori e gli allevatori al centro, persone che ogni giorno affrontano il problema dell’acqua sul proprio terreno, con le proprie storie, con le proprie soluzioni.

Ogni alimento che mangiamo porta con sé una storia d’acqua nascosta: non quella che beviamo, non quella che usiamo per cucinare, ma quella che serve per coltivare, allevare, trasformare. È questa acqua invisibile che allo Stravedo prende voce e forma.

Al Cansiglio ci aspetta un paesaggio che già racconta questa storia. L’agroforestazione combina alberi e coltivazioni sullo stesso spazio creando un sistema in cui le radici trattengono l’acqua, le foglie nutrono il suolo e si forma un microclima stabile. Non è solo una tecnica agricola, ma un  modo di concepire il territorio come un sistema interconnesso: gli alberi non competono con le colture, ma le proteggono e migliorano la capacità del suolo di conservare l’acqua,  anche nei mesi di siccità.

 

PROGRAMMA

Ore 10:00 –  accoglienza e partenza: tre percorsi a piedi nella Piana del Cansiglio portano in tre diverse radure dove si svolgono in contemporanea tre incontri.

Tre percorsi nella piana del Cansiglio portano in tre diverse radure dove si svolgono in contemporanea tre incontri. Per ogni partecipante è possibile seguire solo uno degli incontri.

Ore 11:00 – Inizio degli incontri: Agricoltori e allevatori parlano della loro relazione con l’acqua, a confronto con scienziati ed esperti e moderati da giornalisti. Storie concrete, numeri reali, domande aperte.

Ore 12:00 – Pausa pranzo (autonomo, nelle vicinanze aree pic nic e locali per la ristorazione)

Ore 14:30 – Ci si ritrova tutti insieme per la seconda parte della giornata presso l’Hangar del Cansiglio.

Massimo Cirri, che da trent’anni con Caterpillar su Radio Due sa come si ascolta e come si racconta, tiene i fili. Con i giornalisti della mattina rimette in circolo quello che è emerso nei tre percorsi: le storie che meritano di girare, i numeri che cambiano il punto di vista, le contraddizioni che non si chiudono con una risposta facile.

Poi entrano gli artisti con le loro incursioni, libere ma costruite sulla stessa materia: Marco Paolini, Andrea Pennacchi e i Fratelli Dalla Via. Le storie, i dati, le contraddizioni, passano anche attraverso di loro. E a un certo punto prendono forma in qualcosa di diverso: un racconto, un’immagine, una scena. È quello che sa fare il teatro, quando funziona.

 

 




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