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RAI5: “Nel tempo degli Dei. Il calzolaio di Ulisse” e “IN BLOOM – Orazi e Curiazi Patavium Rave”

Due prime visioni su Rai5 in prima serata:

 

SABATO 7 NOVEMBRE 2020 ORE 21.15

NEL TEMPO DEGLI DEI. IL CALZOLAIO DI ULISSE

di Marco Paolini e Francesco Niccolini

Marco Paolini rovescia la prospettiva sul mito di Ulisse: non più scaltro avventuriero, ma uomo pronto al sacrificio più grande pur di compiere il proprio destino.

Da sempre reputato monumentale icona della cultura occidentale, guerriero ed eroe, aedo, Ulisse, nel racconto di Marco Paolini e Francesco Niccolini, con la regia di Gabriele Vacis, appare invece come un calzolaio viandante, che da dieci anni vaga per il mondo con un inutile remo in spalla, secondo la profezia ricevuta nel X canto dell’Odissea. Dopo la gara dell’arco e la strage dei pretendenti si è concesso un pianto liberatorio con il figlio Telemaco e una notte d’amore con Penelope, e subito è ripartito, profugo, condannato da un destino già scritto. Gli dèi gli hanno imposto di massacrare i 108 principi achei, che gli hanno invaso la casa, insidiato la moglie, e le 12 ancelle che agli invasori si sono concesse: una strage enorme. Invece di proclamarsi innocente e godere della vendetta protetto da Atena e Zeus, si autoinfligge la più dura delle punizioni per ciò che gli dèi dell’Olimpo considerano invece il maggior sacrificio che un uomo possa loro offrire.

  

SABATO 14 NOVEMBRE 2020 ORE 21.15

IN BLOOM - ORAZI E CURIAZI PATAVIUM RAVE

Con Marco Paolini e Gabriele Vacis.

E con Roberto Tarasco, Giuseppe Fabbris, Matteo Volpengo, Domenico Castaldo e gli attori del gruppo LabPerm, le ragazze e i ragazzi della città di Padova.

 

Il 30 settembre 2017 venne organizzato un RAVE TEATRALE al Palazzo della Ragione di Padova.

IN BLOOM è un film-documentario di Denis Brotto prodotto dall’Università di Padova, racconta la genesi di questo progetto e l’evolversi del racconto di Livio “Orazi e Curiazi”, dalle suggestioni del dramma didattico di Bertold Brecht  sino a sviluppare un’idea di teatro i cui protagonisti assoluti sono i movimenti del corpo e della voce dei ragazzi della città di Padova.

Non uno spettacolo ma un’azione teatrale: un Rave teatrale che unisce gli studenti dell’Università e delle scuole medie superiori di Padova che nel corso della primavera e dell’estate 2017 hanno lavorato con il regista Gabriele Vacis elaborando azioni attraverso la pratica di SCHIERA.

Da molti anni Vacis pratica un percorso per la preparazione degli attori e degli spettacoli cercando di costruire un luogo per imparare la comprensione delle relazioni tra le persone. Questo luogo si chiama “SCHIERA”.

Molte cose sono in una cosa….

E’ il tormentone de “Gli Orazi e i Curiazi” di Bertolt Brecht.

La città di Roma e la città di Alba sono in guerra. Invece di mandare al macello i loro eserciti, decidono di scegliere dei campioni: tre guerrieri per Roma e tre guerrieri per Alba.

A Roma ci sono tre gemelli, i più forti, gli Orazi.

Anche ad Alba i migliori sono tre fratelli: i Curiazi.

Saranno loro ad affrontarsi per conto delle loro città, saranno loro a vincere o morire al posto delle migliaia di ragazzi che rimangono sul campo alla fine di ogni guerra.

Bertolt Brecht, su questa storia tramandata da Tito Livio, ci ha scritto un dramma didattico.

Uno di quei testi che servono a educare i giovani.

Nel dramma didattico di Brecht gli Orazi e i Curiazi non sono eroi. Sono gente che si assume le proprie responsabilità.

Gente che non si tira indietro, sono sei tipi che sanno di essere i migliori: e allora tocca a loro.

Vincono i romani, gli Orazi.

Vincono perché capiscono che…molte cose sono in una cosa.

Secondo i protagonisti:

“E’ tutta una questione di ascolto: in tempi in cui siamo continuamente sottoposti a forme di comunicazione mediata, il teatro è una delle pochissime occasioni di comunicazione diretta.

In teatro chi parla, può ascoltare chi ascolta.

La SCHIERA serve ad allenarsi a questo: ascoltare chi ti ascolta.

Poi è un luogo in cui cercare l’equilibrio tra il rigore e lo scatenamento.

L’obiettivo è trovare un’unità di presenza tra le persone, escludendo ogni affettazione, ogni gesto non strettamente necessario.

Tutto questo non ha niente a che fare con i personaggi, la psicologia, la messinscena e nello stesso tempo può essere una tecnica utile per ogni idea di teatro.

Ma prima di tutto la SCHIERA è energia, è tempo, è ritmo e ascolto, gioia, fiducia...

Il lavoro si basa totalmente sull’ascolto e sulla presenza consapevole e vigile. Essere presenti a sé stessi, esserci in ogni momento è molto difficile e richiede sforzo e apprendimento continui. Richiede persone piuttosto che attori o personaggi.

La SCHIERA è uno stormo di storni. Avete presente quelle nuvole animali che creano forme del cielo? Ecco, quello. E’ qualcosa di molto leggero e di molto esatto. E’ la traduzione in teatro delle “Lezioni americane” di Italo Calvino, almeno di quella sulla leggerezza e di quella sull’esattezza.

Gli attori si muovono secondo gli stessi criteri di relazione interna con cui si muovono le nuvole di storni. Ascolto. Attenzione.

Un po’ come gli Orazi e i Curiazi…”

 

Gabriele Vacis, Marco Paolini e Roberto Tarasco