tratto

Nel tempo degli dei (Foto di Gianluca Moretto)
Nel tempo degli dei (foto di Gianluca Moretto)

Tournée invernale 2018-2019

NEL TEMPO DEGLI DEI
Il calzolaio di Ulisse

di Marco Paolini e Francesco Niccolini
regia: Gabriele Vacis
con Marco Paolini e cast in via di definizione
scenofonia, luminismi, stile: Roberto Tarasco
assistente alla regia: Silvia Busato
audiovisivi e luci: Michele Mescalchin
fonica: Tiziano Vecchiato
direzione tecnica: Marco Busetto
produzione: Michela Signori, Jolefilm e Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa
con la collaborazione di Estate Teatrale Veronese e Teatro Stabile Bolzano

 

Tournée estiva 2018

IL CALZOLAIO DI ULISSE
Oratorio

di Marco Paolini e Francesco Niccolini
regia Gabriele Vacis
allestimento Roberto Tarasco
musiche originali Lorenzo Monguzzi
con Saba Anglana, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Emanuele Wiltsch Barberio

Nel tempo degli dèi

Il calzolaio di Ulisse

Noi troveremo i luoghi delle peregrinazioni di Ulisse il giorno in cui rintracceremo il calzolaio che cucì l’otre dei venti di Eolo.
Eratostene

Gli dèi quando giocano, giocano pesante. Se sbagliano hanno sempre il tempo di mettere le cose a posto. Per gli dèi il tempo non conta: non invecchiano, non seccano, hanno sempre tempo per fare e rifare le cose. Forse per questo non possono capire che ciò che accade a noi umani muta le cose, a volte per sempre. A nessuno di noi gli dèi possono restituire i dieci anni passati sulla spianata davanti a Troia, lontano da casa, e la rovina che quei dieci anni generarono, per qualcuno, non è ancora finita.
Il calzolaio di Ulisse

Era nata come Odissea tascabile, è cresciuta nel tempo, nei suoni e nello spazio: è diventata olimpica e quasi alpina. Perché Ulisse più lo conosci e più ti porta lontano: e la distanza (celeste e marina) è la condizione essenziale per comprenderlo e cantarlo. Perché di questo si tratta: un canto. Forse il canto.
Antico di tremila anni, passato di bocca in bocca, e di anima in anima: il soul per eccellenza. Perché questa è la storia dell'Occidente, e tutto contiene: dal primo istante, quando nulla esisteva, e un giorno cominciò a esistere, a partire proprio da quelle misteriose, ambigue capricciosissime entità che questa storia muovono: gli dèi.
Ex guerriero, ed eroe, ex aedo, l’Ulisse di Paolini e Niccolini si è ridotto a calzolaio viandante, che da dieci anni cammina verso non si sa dove con un remo in spalla, secondo la profezia che il fantasma di Tiresia, l'indovino cieco, gli fa nel suo viaggio nell'al di là, narrato del X canto dell'Odissea.
Questo Ulisse pellegrino e invecchiato non ama svelare la propria identità e tesse parole simili al vero. Si nasconde, racconta balle, si inventa storie alle quali non solo finisce col credere, ma che diventano realtà e addirittura mito.

È partito all'alba che segue la gara dell'arco e la strage dei pretendenti: ha avuto solo il tempo di un lungo pianto liberatorio con il figlio Telemaco e una notte d'amore con Penelope, e subito riparte.
Perché un destino già scritto e la volontà degli dèi gli hanno imposto di massacrare i 108 giovani principi achei, che gli hanno invaso la casa, insidiato la moglie, e le 12 ancelle che agli invasori si sono concesse.
Potrebbe dichiararsi innocente perché così gli hanno dettato gli dèi, che considerano quel sangue un rito sacrificale, ma Ulisse non ci sta. Impossibilitato a sottrarsi a quel destino di morte e violenza, e dopo essersi macchiato di quel sangue, ecco il colpo di scena: invece di godersi la vittoria con l'annessa protezione divina (Atena e Zeus sono al suo fianco a benedirlo prima, durante e dopo la strage), si autoinfligge la più dura delle punizioni e denuncia come crimine quello che gli dèi dell'Olimpo considerano un’ecatombe, cioè il più grande sacrificio che un essere umano possa loro offrire.
Così, dopo venti anni di assenza e disavventure, Ulisse si obbliga ad un nuovo esilio. Rinuncia al governo, abbandona la famiglia e il regno, ma soprattutto abbandona gli dèi che lo  vorrebbero trionfante e immortale.
Questo e molto altro, sotto le mentite spoglie di un calzolaio – anzi, del calzolaio di Ulisse – uno straniero dai sandali sdruciti, indurito dagli anni, dall'età, dai viaggi e dai naufragi, racconta il protagonista ad un giovanissimo capraio incontrato apparentemente per caso.
Parlano lungo un sentiero in ripida ascesa, dove una fila infinita di uomini formica faticosamente arranca, trasportando – è proprio il caso di dirlo – ogni ben di Dio: perché quello è il sentiero che conduce fino allo Chalet Olimpo, dimora divina dove sono in corso i preparativi per una grande e misteriosa festa. Ma tutto questo, il calzolaio con il remo in spalla, lo deve ancora scoprire.

Genesi di un lavoro:
da U. a Piccola Odissea Tascabile
al Calzolaio di Ulisse
fino alla coproduzione con il Piccolo, Nel tempo degli dèi.

U.
Ulisse occupa i pensieri e lo studio di Paolini da molti anni. I primi passi risalgono al  2003, quando nel sito archeologico di Carsulae, con le improvvisazioni musicali di Giorgio Gaslini e Uri Caine e la scena di Arnaldo Pomodoro, mette in scena il primo racconto con il titolo U..
L’anno dopo ne fa una rivisitazione, compagni di viaggio il maestro Mario Brunello e il bluesman Tolo Marton. Poi il lavoro, come spesso accade negli spettacoli di Paolini, si ferma e rimane a decantare nella sua memoria.

Piccola Odissea Tascabile
Nel 2013, a Milano, in occasione del progetto Odyssey, intorno allo spettacolo diretto da Robert Wilson e prodotto dal Piccolo, divenuto occasione di incontri e riflessioni, ne propose una rilettura al Teatro Strehler. Da quel momento l’ispirazione  e la ricerca riprendono, fino a diventare urgenza creativa. L’estate scorsa con la Piccola Odissea Tascabile, iniziano i primi studi per trovare la lingua per questa storia che arriva oggi all’Estate Teatrale Veronese.

Il Calzolaio di Ulisse
Il Calzolaio di Ulisse che debutta alla 70^  edizione dell’Estate Teatrale Veronese si presenta in forma di oratorio, fondendo parola narrata e parola musicata, per raccontare il lavoro dell’aedo prima di Omero.  Questo debutto è una tappa, replicherà a Operaestate Festival Veneto e poi di nuovo andrà in pausa, per lasciare a Paolini e ai compagni di viaggio – il coautore Francesco Niccolini, il regista Gabriele Vacis – il tempo di decantare e trovare la forma per il passo successivo. 

Nel tempo degli dèi
L’azione scenica prenderà corpo solo nei prossimi mesi, nello spettacolo, che di questo oratorio è seguito e sviluppo, intitolato Nel Tempo degli dèi, coprodotto da Piccolo Teatro di Milano e Jolefilm, che andrà in scena al Teatro Strehler nel marzo 2019.
Marco Paolini firmerà per la prima volta una produzione del Piccolo, confermando la sintonia tra il lungo percorso che il Teatro ha tracciato attraverso il Mediterraneo e la sua personale ricerca sull’Ulisse. Una coproduzione, fortemente voluta dal Piccolo che da tanti anni è “casa teatrale” per gli spettacoli di Paolini.

 

 

 

Foto

Nel tempo degli dei_1_Photo Gianluca MorettoNel tempo degli dei_2_Photo Gianluca Moretto