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Episodio 2: Il Peso delle Cose

di Marco Paolini e Telmo Pievani

Rai3, sabato 15 Gennaio 2022 ore 21.45

Episodio 2: Il Peso delle Cose

“Chi paga i danni che abbiamo causato al pianeta?”

Il peso delle cose che da il titolo al secondo episodio della serie prende il via da uno studio che attraverso complicati algoritmi ha messo a confronto il peso dei manufatti (artificiali di ogni genere, dall’asfalto alle Piramidi, ai microchip…) confrontandolo con quello della biomassa, scoprendo che il primo è aumentato esponenzialmente nell’ultimo secolo (raddoppiando ogni 20 anni) e che nel 2020 la bilancia è andata in pareggio.

Telmo Pievani proseguirà l’indagine parlandoci di tecno-massa per poi approdare all’“elemento che Dio si era dimenticato di creare”, valso il premio Nobel allo scienziato italiano Giulio Natta ma che oggi soffoca il nostro mondo: la plastica.

Con lo sfondo del mare che bagna Trieste spazzata dalla bora, conosceremo Alex Bellini, esploratore che ha nel rapporto tra uomo e natura il suo campo d’indagine. Tra le sue tante avventure, Bellini ha navigato i fiumi più inquinati del mondo per ripercorrere idealmente il viaggio di una bottiglia di plastica fino al Great Pacific garbage patch, l’isola di plastica che si è formata nell’Oceano Pacifico.

Il racconto di uno speciale “effetto serra” che tocca i ricordi d’infanzia di Marco Paolini ci accompagnerà per assonanza all’incontro con Barbara Mazzolai e i suoi robot bio-ispirati alle piante.

L’incontro con le biologhe marine Mariella Rasotto e Laura Airoldi nella cornice dello sfalcio dei prati nel paesino montano di Stramare è guidato dal motto “tutti viviamo in riva al mare”. Una metafora che ci spiega come qualsiasi inquinante scaricato nel ciclo dell’acqua, giunga inevitabilmente agli Oceani. Un mondo sottomarino che non ci accorgiamo di deturpare perché lontano dalla nostra vista, nascosto dall’immagine salvifica della distesa blu che tutti amiamo.

L’inquinamento da Pfas completa lo spazio dedicato all’acqua, chiuso dai corvi meccatronici di Marta Cuscunà che danno vita a una visione distopica di mondo dove i cambiamenti climatici sono già avvenuti.

L’intervento di Andri Snær Magnason, scrittore, politico e attivista islandese, ospite alla Fabbrica del mondo, incentrato sul tema della difficoltà che abbiamo tutti nel prendere coscienza della crisi climatica ci porta al racconto finale di Marco Paolini che, citando l’esempio della Sagrada Familia di Gaudì, indaga sulla capacità di immaginare e progettare il futuro.

Spetta a Noè e Gaia ricordarci i temi dell’Agenda 2030 che in questo episodio si declinano sugli obiettivi relativi alla preservazione delle acque del nostro pianeta.

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