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traspi.net – Marco Paolini, poeta contemporaneo

5 marzo 1956 -5 marzo 1974, 18 anni di differenza uniti dal ricordo di un delirio collettivo: la passeggiata della colonia estiva. Bambino negli anni 60 lui, bambina negli anni 80 io, ma l’ora di uscita in pubblico, rigorosamente in “fila per due”, resta un incubo infantile pangenerazionale.
Quando sognavi di diventare grande e di ribellarti allo strapotere delle isteriche istitutrici per poter comprare giornalino e gelato senza sentirti il marchio addosso del dilapidatore del “tesoretto” di famiglia. Perché i bambini devono essere educati al risparmio e al sacrificio.
Perché la vita ti imporrà sempre una scelta.
Lo scoprirai al supermercato. Che Yogurt compro? Con i pezzi di frutta, con i pezzi di biscotto, senza i fermenti?
La spesa al supermercato diventa metafora delle insanabili dicotomie contemporanee.
Inizia così Paolini, chiacchiera con noi e di noi Miserabili. Prende il via il 6° album dove Nicola, Gelindo, Yuri, Nora e Rossana raccontano l’Italia di ieri e di oggi, interrogando i giganti della politica mondiale che con le loro scelte hanno influenzato anche il nostro microcosmo italiota.

Gelindo è nato nel 1939 come Paperino; come Paperino è vittima di un sistema dove ogni rapporto umano assume una forma mercantile, gli individui sono un portafoglio, sono monete che si muovono incessantemente. Nell'universo Disney il denaro è il fine ultimo cui tendono i personaggi perché concentra in sé tutte le qualità del mondo; consente di acquistare la sicurezza, il prestigio, l’affetto degli altri, il potere e il divertimento. Così Gelindo risparmia perché il soldo serve, sì ma serve di più sapere quanto te ne serve, altrimenti passi la vita a tirar di lima.
Gelindo lo sa bene, a 14 anni ha svoltato, è entrato in fabbrica: è passato dai calli da forca dei campi ai calli da lima. Gli hanno spiegato che se non andrà in pensione subito e vivrà nel risparmio potrà diventare – frusto e consumato - miliardario, l’hanno chiamata opportunità di riscatto sociale.
L’ingranaggio grippa per colpa del secondo principio della termodinamica: il tempo è denaro, ma il denaro non è tempo, c’è l’entropia.
La vita te l’ha rubata la fabbrica, così come un altro ladro, un ladro di memoria dal nome tedesco ha reso impunibili due grandi fautori del mito dell’Imperialismo della tecnologia, del marketing e della Produttività: Ronald Reagan e Margaret Thatcher .
Arrivati sulla scena politica mondiale quasi contemporaneamente, la Thatcher e Khomeini hanno segnato l’inizio della seconda deriva dei continenti con il progressivo allontanamento delle culture, degli individui: il divorzio tra l’Est e l’Ovest.

'And I would just like to remember some words of St. Francis of Assisi which I think are really just particularly apt at the moment. ‘Where there is discord, may we bring harmony. Where there is error, may we bring truth. Where there is doubt, may we bring faith. And where there is despair, may we bring hope’ …

Sugli scalini del n° 10 di Downing Street la Lady di Ferro ha citato il frate di Assisi: Dove c’è discordia porteremo armonia. Dove c’è l’errore la verità. Dove il dubbio, la fede. Dove la disperazione, la speranza.
Indagine retrospettiva: gli scarti, i caduti lasciati indietro in questa marcia trionfale verso il liberismo non sono stai interpellati.
Hanno continuato a sognare, a “far sacrifici per far studiare i figli”, 6 milioni di operai metalmeccanici sognano un figlio ingegnere capo”. I giovani virgulti realizzano il sogno dei genitori: sfruttano le opportunità. Tuttavia le opportunità “sono scritte sui campanelli, sono ereditarie”, le nuove generazioni vivono nell’illusione del riscatto e del benessere; in realtà “non importa se hai studiato alla Bocconi, se vuoi vincere devi camminare sui carboni”.
Stages, briefing, conferenze, “sei diventata miserabile”, cantano i mercanti di Liquore, sostengono Nicola mentre legge –disincantato- una lettera alla figlia Rossana,che ha studiato, ma per trovare lavoro deve andare lontano a fare il soldato.

“I Miserabili”, Marco Paolini ed i Mercanti di Liquore ci regalano l’unica vera opportunità di sollevare la testa: la libertà.

Perché la libertà è partecipazione,
-perché- l’uomo più evoluto si innalza con la propria intelligenza
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
G. Gaber

Liberi tutti, lo spettacolo è finito.

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