
L'escamotage teatrale è di immaginare che il figlio abbia ideato un nuovo gioco virtuale da vendere tramite una start-up, di cui il padre boomer (Paolini) è lo sceneggiatore e il protagonista.
Tutto è frullato: i ricordi, i personaggi, gli eventi, sono giustapposti senza ordine; ogni cosa (politica, divertimento, tragedia, amore, lavoro), sembra assumere il medesimo valore e smarrire il senso, come in un sogno. Si ride, talvolta, ma meno che in altri spettacoli di Paolini. Tre musicisti e una cantante (la brava Patrizia Laquidara, che impersona la Jole) aiutano dal vivo Paolini con musiche e canzoni, originali o dell'epoca dei boomers. Lo spettacolo si chiude stranamente con il canto di un'intera canzone che risale al 1977, anno che di fatto chiude la stagione politica e delle illusioni: Figli delle stelle di Alan Sorrenti. Mi sembra strano, perché, come boomer, associo quella canzone al riflusso e alla disco music, fenomeni che non sembrano nelle corde e nei gusti di Paolini (e neanche, forse, del pubblico , che Paolini fatica a coinvolgere in un canto corale), ma la risposta al perché di tale scelta si trova ascoltando le parole di Alan Sorrenti, cui a dir il vero non avevo mai fatto caso, che richiamano la perdita di senso delle cose e lo scorrere del tempo: Non c'è tempo di fermare Questa corsa senza fine Che ci sta portando via E il vento spegnerà Il fuoco che si accende Quando sono in te, quando tu sei in me Noi siamo figli delle stelle Figli della notte che ci gira intorno ………………. Senza storia senza età, eroi di un sogno Noi stanotte figli delle stelle Ci incontriamo per poi perderci nel tempo.
Forse sbaglio, ma alla fine Paolini mi è sembrato uscire un poco scontento e nervoso dal gioco e dalla recita stessa, come fosse insoddisfatto della resa finale. Ma a me lo spettacolo è piaciuto: è sofferto, è sincero e, anche in epoca digitale, Paolini ha ancora un pubblico capace di ascoltarlo.
Teatro Strehler – Milano fino al 22 ottobre 2023 Boomers durata: 100' senza intervallo
testi di Marco Paolini e Michela Signori consulenza alla drammaturgia Marco Gnaccolini e Simone Tempia regia Marco Paolini
con Marco Paolini, Patrizia Laquidara e con Luca Chiari, Stefano Dallaporta, Lorenzo Manfredini
musiche originali di Alfonso Santimone e Patrizia Laquidara disegno luci e progetto scenografico Michele Mescalchin fonica Piero Chinello, assistenza tecnica Leonardo Sebastiani direzione tecnica Marco Busetto elementi scenici Pino Perri montaggio documenti sonori Alberto Ziliotto grafica e foto di scena Gianluca Moretto
prodotto da Michela Signori