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Corriere della Sera – Marco Paolini: il teatro in tv diventa poesia

“La prima cosa è l’odore della sifcamina e dell’olio canforato, per scaldare i muscoli in spogliatoio; la seconda è la faccia di Tarcisio, tirà come una bestemmia muta, gli occhi rossi di chi non ha dormito; la terza è lo spogliatoio: stretto, lungo, come un vagone; la quarta è la squadra, tutti vestiti uguali, anch’io, allora gioco anch’io; la quinta il campo do fango di Rovigo, coi pali delle porte più alti del mondo, fatti apposta per farti prendere paura; la sesta è il caligo, la nebbia; la settima è una piova che vien e che lava; l’ottava gli spari in piazza; la nonna è Barbin in coma, ma par che dorma; la decima è il nostro nome: gridato in piazza come un apartita vera: Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le, Jo-le!”.

Sono finalmente arrivati in tv i famosi Album di Marco Paolini, piccole storie di una grande memoria collettiva, una stagione di spensieratezza, di partite di rugby, di mischie, di cineforum, di bar, di pulmini del prete “color cacca”, che finisce con la bomba in Piazza della Loggia a Brescia, quando tutta una generazione, a destra e a sinistra, si ritrova necessariamente a fare una scelta di campo rispetto alla violenza. Gli Album (Raitre, giovedì, ore 21) si aprono ora in 12 appuntamenti, dopo essere stati un lungo racconto teatrale che Paolini ha iniziato a narrare 17 anni fa e che ha preceduto e convissuto con i suoi spettacoli più conosciuti. Da questo materiale con elaborazioni grafiche, animazioni, musiche originali composte Dai Mercanti di Liquore e da Francesco Sansalone, Paolini e il regista Giuseppe Baresi hanno tratto un racconto televisivo di grande intensità. Un raro esempio di teatro in tv dove la parola si fa immagine, la memoria informazione e il sentimento del tempo emozione.

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