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CORRIERE DELLA SERA – Paolini: "I miserabili siamo noiUomini-branco per il mercato"

Signora Thatcher è proprio sicura che oggi siamo diventati quello che
voleva? In quel caso è stata proprio brava, ci spieghi come ha fatto». Nicola, alter ego di Marco Paolini, torna protagonista della scena con «Miserabili. lo e Margaret Thatcher», il nuovo spettacolo scritto dall'attore insieme con i Mercanti di Liquore e lo scrittore Andrea Bajani. Un dialogo immaginario, tra parole e
musica, per raccontare tutto ciò che è cambiato nella società, dagli anni 80 a oggi. Il mondo del lavoro, la guerra per l'oro nero, il mercato e la deregulation, i debiti, il precariato e la qualità della vita di uomini e donne in carriera. Un'altra pagina dell'autobiografia collettiva degli album di Marco Paolini, dove Nicola («il mio Candid», lo definisce l'attore) si fa domande e chiede spiegazioni.
Chi sono i miserabili oggi?
«Quelli più evidenti sono quelli che tendono la mano ai margini delle strade, creando scenari di città alla Victor Hugo, ma miserabili siamo anche noi, uomini-branco che accettiamo l'idea che la nostra vita sia in mano al destino scritto nell'oroscopo o alle oscillazioni della Borsa».
Perché ha scelto la Thatcher, come simbolo di questi vent'anni? «Anche se la deregulation )'ha inventata Carter, fu la Thatcher a
fare scuola con quel famoso slogan a cui tutti i governi si adeguarono: "Non esistono società, ma solo uomini, donne e famiglie". La Thatcher voleva dire che il mercato deve reggersi da solo e così se per tutto il Novecento le società, anche le più dittatoriali, avevano sempre avuto un ammortizzatore per proteggere i più deboli, da quel momento saltano
tutte le regole. Le conseguenze oggi sono sotto gli occhi di tutti».
Mentre Nicola chiede alla «Signora di ferro» come mai il suo portafoglio è sempre più leggero, i Mercanti di Liquore cantano le loro nuove ballate; «Marta», ritratto di un'operatrice di un call
center, s'illude di vivere meglio del padre operaio e «Miserabile amica», impietoso elenco delle rinunce di una donna in carriera.
Paolini, uno spettacolo per dire che non c'è 'più speranza?
«Non voglio essere catastrofico, semplicemente far riflettere: ci siamo illusi di vivere in una sorta di Belle Epoque mentre in verità siamo tutti molto più fragili di prima. Il finale dello spettacolo è un omaggio a Gaber, con la versione dark de "La libertà", canzone-manifesto dei "Dialogo tra un impiegato e un non so"».

MISERABILI, 10 E MARGARET THA¬TCHER dal 27 febbraio al 18 marzo,
Teatro Strebler, l.go Greppi 2. Ingres¬so 19.50-22.50. Tel. 848.800.304.
Marco Paolini, classe 1956, .bellunese, ha scritto il nuovo spettacolo insieme con Andrea Bajani e i Mercanti di liquore, che saranno
I in scena per cantare le loro ultime ballate

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