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CORRIERE MERCANTILE: Marco Paolini incanta con la forza di parole e musica: i suoi "Miserabili", fra racconto e denuncia sociale

Si entra nel Teatro della Corte, mentre Marco Paoiini sta già conversando con il pubblico è appoggiato alla scaletta che collega la platea col palcoscenico. Tranquillizza gli spettatori mentre arrivano con un " Non preoccupatevi, lo spettacolo non è ancora cominciato". Invece si perchè la cifra di Paolini è proprio quella della conversazione amichevole e familiare, almeno all'inizio quando comincia con la lista della spesa : il suo acrrello sarà pieno di verdure, di acrne , di acrta igienica...Poi entrano in campo i Mercanti di Liquore, tre musicisti allineati sul palco dietro un lungo tavolo zeppo di bottiglie e bottigliette. Paolini comincia co nVictor Hugo, l'autore del celebre romanzo francese "I Miserabili". Li abbiamo anch e noi i miserabili : ecco ad esempio la ballata di Angelino, che resta disoccupato. Ma la narrazione prosegue: da grande affabulatore Paolini (maglia e pantaloni neri, testa rasata) salta di palo in frasca e non te ne accorgi: dai pensionati ai racconti del tempo della Liberazione. Poi le dissavventure di un incidente, il lavoro in fabbrica con tanto di tuta blu a quattrodici anni. Le lotte operaie negli anni Settanta e, finalmente, il dialogo immaginario ocn Margaret Thatcher, la lady di ferro inglese, che nel 1979 fece da contrappunto occidentale a Komeini, il quale prese il potere in Persia al posto dello Scià. E fu l'inizio di regimi conservatori.
Ma vengono fuori cento cose. il passato e il presente scorrono attraverso la ricostruzione ora ironica, ora accigliata dell'attore, racconta storie e microstorie e non si dimentica di fare denuncia sociale, passando in rassegna i guai e i difetti degli italiani, che comparano troppa roba a rate o fanno investimenti sbagliati, che vanno in guerra per trovare lavoro, che discutono per ore senza concludere niente, come neb sa Bruno Vespa. Per movimentare questo ricco zibaldone (che dura un'ora e quarantacinque minuti esatti) Paolini va in bicicletta, fa impegnative flessioni, sorseggia del vino, mangia un grappolo d'uva, canta, accompagnato dalla usica che fa da impalpabile involucro di tutto lo spettacolo, una sorta di colonna sonora, ma anche di aredo scenico con i musicisti, che hanno il cappello a tuba e la marsina, i bravi "mercanti di liquore" Lorenzo Monguzzi, Piero Mucilli, Simone Spreafico.
Applausi tantissimi dal pubblico di giovani che gramiva la sala che gli ha dato il premio Govi nel 1999) e Paolini ringrazia. Repliche sino al 22 aprile

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