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Gazzetta di Parma – La rivoluzione terrestre

Marco Paolini racconta la vita di Galileo Galilei

Molto bravo Marco Paolini in uno spettacolo costruito con intelligenza, un bel ritmo, mescolando racconto e spiegazioni, tra domande a sé e al pubblico, mettendo in gioco il suo particolare modo d’essere ironico, con attimi di sospensione, improvvise accelerazioni, forme interrogative, battute improvvise, e, ogni tanto, con grande equilibrio e ben motivato, qualche riferimento all’attualità.

Al centro la vita di Galileo Galilei: con la lettura, quasi al termine dello spettacolo, della sua abiura, con il sole che tornava a girare intorno alla terra, luci e toni di voce particolari, un’inquietudine profonda... Bella anche la costruzione drammaturgica con alcuni temi che ritornano, fili che s’intrecciano, cenni di tormentoni, accurati riferimenti storici, filosofici, scientifici. Un continuo piacere con passaggi anche di alta teatralità. Un pubblico affascinato, pronto a ridere alle battute, a seguire Paolini in ognidove, lungo le tappe della storia tra Padova, Firenze, Roma...: sullo sfondo un’Europa percorsa da furiosi dogmatismi e insieme da un’ansia straordinaria di ricerche, di scoperte, con il gusto di verificare, mettere in dubbio, affrontare nuove ipotesi. L’Arena del Sole di Roccabianca fitta di spettatori, in una stagione teatrale di notevole pregio, opere scelte con rara competenza anche per Ragazzola: e l’avvio di “Itis Galileo” è stato davvero sorprendente, con un silenzioso minuto di...rivoluzione! Terrestre naturalmente... La prima parte dello spettacolo non è ancora sul palcoscenico: Paolini apre in forma spiritosamente dialogica. Mostra una lunga striscia di carta: parole galileiane, che poi leggerà al termine, mentre sfumano le luci, lui seduto su quella sorta di grande mina dondolante che aveva svelato al suo interno uno speciale universo. Ma c’è anche una maschera tra gli oggetti guida, che Paolini indosserà anche per la dimostrazione, in veneto, di come sia possibile muoversi pur avendo la sensazione di restare fermi, un pezzo di straordinaria bravura, applaudito a lungo. Ma il teatro ritorna in varie forme, anche per la nascita del mestiere dell’attore come professione o per la sfida a distanza, immaginata con divertimento, tra Shakespeare e Galileo... Uno spettacolo denso d’infiniti spunti e salutato al termine con travolgente entusiasmo...

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