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Geo – Asiago, un sipario aperto sul Veneto

“C'è un luogo che mi piace ce da sempre. È la pianura veneta che si estende fino ai Colli Berici (vicino a Vicenza) e verso i Colli Euganei, fino a Padova. Ma quando la si vede da Asiago e soltanto dopo un forte temporale. In quel momento diventa uno scenario davvero unico, perché le nuvole scompaiono, torna il cielo limpido e si allargano i confini. Improvvisamente la vista spazia oltre i limiti cui è abituata perché scompare quello strato grigiastro di inquinamento che di solito elimina i contorni e l'intensità dei colori. A volte il panorama è così nitido che con lo sguardo si raggiunge Venezia. Mi emoziono perché mi ricorda quel che succede a teatro quando si apre il sipario e inizia lo spettacolo. La pioggia intensa nella pianura crea lo stesso effetto: toglie la barriera che di solito nasconde una scena meravigliosa. In queste giornate mi dimentico quanto sia difficile vivere in un'affollata pianura, per me che abito a Treviso, assillato dal traffico e dallo smog. Ma di recente si è aggiunto un altro posto tra i miei preferiti: è la cava di Arcari a Zovencedo (Vicenza), nei Colli Berici. Mi ha così colpito che ho deciso di recitare lì, il 30 ottobre, per il canale tv La 7 Il sergente, lo spettacolo tratto dal libro Il sergente delle neve di Mario Rigonfi Stern. È una cava di pietra bianca con un lago, ora dismessa. L'ho scelta perché mi ricorda il paesaggio della Russia d'inverno. Mi ha reso più facile immedesimarmi nei soldati italiani, protagonisti del romanzo, che l'hanno attraversata durante la Seconda guerra mondiale nel gennaio 1943. E così mi è rimasta nel cuore.”

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