tratto

Cerca un articolo

Il Gazzetino (Vicenza) – Il celebre attore-autore si interroga pubblicamente sulle inquietudini delle nuove generazioni

L'attore Marco Paolini e Giuseppe Stoppiglia, il presidente dell'associazione "Macondo", si erano conosciuti un paio di anni fa al palasport "Taliercio" di Mestre in occasione di una tavola rotonda sul tema "Musica e politica". Da allora si sono periodicamente sentiti, incontrandosi anche in altre serate "pubbliche". Sulla stessa lunghezza d'onda per quanto riguarda l'impegno rivolto ai grandi temi e problemi del nostro tempo, e anche forse avvicinati da comuni posizioni sulle soluzioni che andrebbero prese per risolvere quei problemi, i due si offrono ai bassanesi in un confronto su "Porto Alegre: una generazione si è messa in gioco?", che verrà ospitato stasera nell'aula magna della scuola media Bellavitis (ex Manzoni) in via Colombare 4 ad Angarano. Come tutti gli incontri organizzati dal vulcanico don Stoppiglia, gli interventi dei relatori saranno solo il pretesto per sollecitare la partecipazione dei presenti sul tema proposto. Stoppiglia a Porto Alegre c'è stato, Marco Paolini no, anche se probabilmente avrebbe voluto esserci per vedere, per capire. Paolini non nasconde, ultimamente, di voler essere presente quando si tratta di affrontare questioni decisive per il futuro di tutti. Sorpreso a Mestre settimane fa all'incontro sindacale con Cofferati, gli è stato chiesto come mai. Comincia ad impegnarsi politicamente? Ha risposto che tutte le nostre scelte hanno ripercussioni politiche, anche se questo non significa fare politica nel senso professionale del termine.

L'attore trevigiano è molto noto a Bassano, dove ha presentato negli anni scorsi quasi tutti i suoi lavori teatrali. Presente fin dalle prime edizioni di Operaestate, quando nei primi anni '90 lavorava col Teatro Settimo ("La storia di Romeo e Giulietta" e "Trilogia della villeggiatura" di Goldoni), è stato poi regolarmente invitato a portarvi le sue novità, che dagli "Album" come "Adriatico" all'orazione civile sul "Vajont", dal "Milione" al "Bestiario Veneto" fino alla "Verklarte Nacht" di Schoemberg della scorsa edizione del festival estivo bassanese, ha sempre richiamato folle di ammiratori. «Paolini vuole dialogare coi giovani - informa Giuseppe Stoppiglia -. Non perde occasioni per farlo. Parleremo di Porto Alegre, delle istanze no-global, e di cosa i giovani si aspettano. Un tema sempre stimolante: un giovane che non fosse insoddisfatto sarebbe già morto o abortito. Si tratta di raccogliere i messaggi di inquietudine che arrivano dai ragazzi, le loro domande implicite, le loro sofferenze inconscie. Evitando di intrupparli sotto delle bandiere, ma offrendo piuttosto delle occasioni di riflessione che aprano il ghetto provincialistico delle questioni».

Cerca un articolo