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Il Gazzettino – I passi della scienza sul terreno minato

Un brivido è passato lungo la schiena del pubblico quando. alla fine del suo “Itis Galileo”, Marco Polini ha ricordato che Galileo Galilei morì nella notte dell’8 gennaio 1642: ovvero nella stessa data della rappresentazione nel teatrino di Zoppola. Questo per dire della partecipazione - divertita e interessata - con la quale il pubblico ha seguito per oltre due ore la nuova “narrazione” di Paolini, dedicata questa volta a Galilei, alle sue idee nuove, ai suoi guai con la Chiesa, alla coltivazione del dubbio come metodo scientifico.

“Itis Galileo”, un titolo che rimanda a scuola: Itis, infatti, sta per istituto tecnico, a dire che la nostra memoria del grande scienziato è affidata solo all’intitolazione di tante scuole in Italia. Ma quanti ricordano davvero la vita e le opere di Galilei? E allora ecco Paolini partire con un esperimento: un interminabile minuto di silenzio (che tale non è) per dire che in quel tempo la terra ha percorso 1800 chilometri nel suo moto attorno al sole. Perché all’origine di tutto c’è la concezione copernicana - fatta propria e sviluppata da Galileo - di un universo con al centro il sole e non la terra come sosteneva la Chiesa sulla base di Aristotele e Tolomeo.

Per rispolverare queste concezioni, Paolini si lancia in una delle sue performance “interattive” col pubblico. Poi si apre il sipario e vediamo un grande pendolo a forma di mina (a significare il terreno minato rispetto ai dettami della Chiesa, ma anche alle invidie accademiche, nel quale Galileo operò) che Paolini fa oscillare, che si aprirà per mostrare i movimenti celesti e sul quale l’attore, ormai Galileo, alla fine s’involerà.

Tutto lo spettacolo - interessante e piacevole, anche se ancora da registrare in alcune sue parti - ripercorre con precisione scientifica proposta col sorriso la figura di un uomo e di uno studioso che talora “se la tirava”, ma che ebbe il merito di offrire all’umanità scoperte (una su tutte: il cannocchiale) e studi che ne avrebbero mutato il corso.

Ma ciò che maggiormente emerge - e che Paolini sottolinea facendo vivere tanti altri personaggi - è l’importanza della scienza: pur procedendo tra ipotesi ed errori, essa non può essere soggetta a fedi o credenze, ma all’osservazione sperimentale e alla libertà. Successo cordialissimo.

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