Pubblicato il 17 Gennaio 2024 Federico Fumagalli - BergamoNews
La fantasia di Marco Paolini conquista il pubblico con “Boomers”, lo spettacolo che unisce diverse generazioni
di Federico Fumagalli
Marco Paolini e Patrizia Laquidara (foto Moretto)
“Se questo di stasera fosse un film sarebbe vietato ai minori di 48 anni non accompagnati”.
Dal palco del Teatro Donizetti Marco Paolini riporta in vita cinquant’anni di storia in sole due ore di spettacolo. Un record assoluto che porta il nome di “Boomers”, spettacolo scritto e diretto da Paolini, in scena a Bergamo fino a domenica 21 gennaio.
Boomers è una generazione, è memoria, è il paradiso in cui si rifugia Nicola, alter ego di Paolini, che ritorna di nuovo giovane nel meraviglioso “bar della Jole”, affiancato dalla cantante e attrice Patrizia Laquidara, autrice delle canzoni originali eseguite insieme a brani storici dai tre musicisti Luca Chiari, Stefano Dallaporta, Lorenzo Manfredini. Boomers è anche il viaggio che il protagonista compie nei propri ricordi grazie a un gioco, anzi un video gioco. Tutto è possibile grazie al lavoro del figlio, dipendente di una innovativa start up che si occupa di meta visori. Nicola indossa “il casco” – detto alla boomer – e inizia un’avventura nella realtà virtuale. La ballata teatral-cybernetica parte dal 20 luglio 1969, la data dell’Apollo 11, la prima missione dell’uomo sulla luna. Al momento dell’allunaggio tutti sono del bar della Jole a guardare in tv il miracolo e tutti rimangono segnati dall’immagine di Armstrong che poggia il primo piede sulla superficie lunare. Era un tempo in cui c’era solo la Rai e nelle case più bambini che televisioni. “Ma come facevano?!”, chiede l’attore.
Per i nati dopo il 1946, dai baby boomer in poi, è un potente concentrato di attimi vissuti, per i più giovani è un continuo richiamo alla storia studiata o raccontata. In ogni caso uno spettacolo da vedere per sorridere, per riflettere, per provare a togliere spessore ai muri di incomprensione tra generazioni. Nel bar della Jole si mescolano canzoni del passato, le brigate rosse, la squadra di rugby e il primo amore del protagonista. E poi la guerra in Vietnam, l’arrivo in politica di Silvio Berlusconi e la fine della prima repubblica. Tutto in un videogioco ancora in fase di collaudo.
Dalla luna di Armstrong alle stelle di Alan Sorrenti. “Noi siamo figli delle stelle. Senza storia senza età, eroi di un sogno”. Termina così Boomers. Con il teatro a luci spente e la voce di Patrizia Laquidara provenire dal centro della platea tutti insieme, giovani e non, cantando la stessa canzone.