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La Gazzetta del Mezzogiorno – Se Bach va nel deserto

Una suite di Bach esce dal teatro per risuonare nel deserto del Sahara: inizia da qui, da una insolita contaminazione tra musica classica e natura, il viaggio dell'attore-autore Marco Paolini e del violoncellista Mario BruneIlo attraverso due anni di concerti, lezioni, incontri, passeggiate. II risultato è "In tempo ma rubato", il documentario che La7 propone lunedì 13 in seconda serata. Dopo "La macchina del capo", che ha inaugurato il 2009 con oltre un milione dì spettatori, Paolini torna su La7 con un nuovo progetto, diretto dal regista Giuseppe Baresi. .
Il dialogo tra l'autore e il musicista è il filo conduttore del racconto delle esperienze di Brunello, uno degli artisti più quotati del mondo, ma anche dei suoi paesaggi: la telecamera si sposta dalle sue esibizioni più importanti - sotto la direzione di Gustavo Dudamel, Claudio Abballo, Gidon Kremer o accanto a musicisti come Vinicio Capossela e Danilo Rossi alle appassionate lezioni agli allievi, alle prove in
solitudine o alle passeggiate nei boschi, per illustrarne la visione della musica, dei concerti, dello strumento stesso.
La sfida, spiega Brunello; è stata «superare la curiosità e l'incredulità di tanti addetti ai lavori rispetto alla possibilità di suonare la musica classica nel deserto piuttosto che per strada, in cima a una montagna o accanto al maestro Abbado. Ma la musica classica fa parte della vita, della ricerca, della volontà di andare incontro all'esperienza. È uno spazio al quale tutti possono accedere per esprimersi, addirittura in modo più immediato rispetto alle canzoni moderne, che appartengono invece solo a un autore e, se vengono interpretate da altri, perdono fascino».
Brunello e Paolini collaborano da anni: «Condividiamo la stessa voglia -dice ancora il musicista-di dimostrare che certe esperienze possono essere quotidiane, non relegate perfora in determinati luoghi e capaci di creare un notevole coinvolgimento».

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