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La Stampa – La guerra dei bottoni in sacrestia

Quando è possibile fare spettacolo con i monologhi

Al Garybaldi di Settimo, dopo "Passione" di e con Laura Curino, è arrivato "Liberi tutti"

SETTIMO - Nella casa teatrale di Gabriele Vacis, il monologo è un ospite ricercato. Forse perché porta con sé il segno d'una battaglia (il famoso duello con se stessi e col testo), o forse perché suscita una forma di esotismo psicologico: anni lontani, personaggi tanto singolari da sembrare deformati. Laura Curino, la scorsa settimana, ha rappresentato al Garybaldi "Passione", ora in tournée a Napoli e Salerno.

[…] Altro monologo in scena fino a questa sera al Garybaldi, "Liberi tutti" di Marco Paolini e Gabriele Vacis. Continua il discorso teatrale nato con "Adriatico" e proseguito con "Tiri in porta" e "Libera nos". Questa volta al centro del racconto c'è l'adolescenza. A Treviso un gruppo di ragazzi cerca di saltare il tagliente muretto dell'infanzia e di consegnarsi all'età adulta. Si chiamano Nicola, Ciccio, Gian Vittorio, Nano, Cesarino. Vivono tra la famiglia e la chiesa. Ma un giorno arriva Barbin e gli equilibri si rompono.

Sono stati chierichetti appassionati, ma hanno l'ardire di entrare in sciopero, vorrebbero boicottare la processione, ma non immaginano che esistono i crumiri e non hanno ancora scoperto il picchettaggio delle sacrestie. Infiammati da Barbin, meditano sull'oppressione dei poveri (un racconto irresistibile), scoprono la canzone impegnata americana, tentano di recitare Brecht al posto del solito Goldoni, si sbronzano a capodanno prima con "ombre rosse" (robusti bicchieri di Clinto) poi con "sampagne". È come giocare con la dinamite: dopo lo scoppio nulla è come prima. E infatti, alla fine di questo gioco ispirato da "Libera nos a malo" di Meneghello e della "Guerra dei bottoni" di Louis Pergaud, il traumatizzato Nicola grida:"Sono un uomo!".

Spettacolo bellissimo, colmo di verità e di umorismo, "Liberi tutti" ci mostra un Paolini capace di creare sulla scena nuda un'autentica polifonia teatrale, con un ritmo implacabile che la parlata veneta intride di musicalità. E con un ulteriore pregio. "Liberi tutti" va delineando un romanzo teatrale che, cominciato dall'infanzia, può approdare fin dove Paolini e Vacis vorranno. Sarebbe bello vederne in scena tutti i capitoli.

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