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La voce d’Italia – Paolini racconta ‘Quanto vale un uomo?’

 

La vicenda del generale Nobile e della tenda rossa nella versione di Andrea Camilleri

E' stato Marco Paolini a inaugurare la rassegna "Inediti d'Autore", all'Auditorium Parco della Musica, raccontando una storia creata per lui da Andrea Camilleri. La storia è quella del generale Umberto Nobile, che nel 1928 compì una trasvolata artica a bordo del dirigibile Italia. 

La spedizione finì in tragedia: 10 uomini vennero sbalzati dalla cabina e finirono dispersi nei ghiacci. Nella sfortuna, furono piuttosto fortunati: tra i detriti del naufragio trovarono provviste, una radio e la famosa tenda rossa in cui si sarebbero rifugiati per sette settimane, quando finalmente un radioamatore russo riuscì a captare il debole segnale della radio.

E' una storia po...polare! come dice Paolini all'inizio dello spettacolo.
Nel racconto di Camilleri-Paolini, la vicenda principale è voutamente lasciata sullo sfondo per privilegiare quella dei tre uomini che si staccarono dall'accampamento per andare a cercare aiuto sulla terraferma: il viaggio prevedeva una traversata quasi alla cieca nel pack per quasi duecento chilometri. Un'impresa titanica. Uno di loro, un meteorologo svedese, prostrato dal freddo e dalla fatica, chiese di essere abbandonato per non rallentare i compagni. I due superstiti vennero ritrovati molti giorni dopo il ritrovamento della tenda rossa, miracolosamente sopravvissuti senza cibo e senza equippaggiamento.

Tratto interamente dagli atti della commissione d'inchiesta, pubblicati qualche tempo dopo l'incidente, il racconto rischiava di diventare schematico, tecnicistico, una cronaca.
La scrittura di Camilleri e la grande abilità di narratore di Paolini hanno reso questo episodio un'avventura degna di un grande romanzo d'appendice di altri tempi.
Il coraggio, la lotta dell'uomo contro sterminati spazi disumani, la smania irrefrenabile di ampliare la conoscenza del mondo diventano i veri protagonisti dello spettacolo, perché gli uomini passano, ma le loro azioni restano e all'attore, all'affabulatore il compito di trarne un esempio, o una bellezza, almeno.

Paolini parla, tanto, ma sta attento anche ai silenzi: il suo mestiere, dice, è quello di"immaginare di essere al posto di qualcun'altro in un luogo sconosciuto" e se riesci a stimolare nel pubblico almeno un alone di quel luogo sconosciuto allora il rito ha avuto il suo effetto.

La seconda serata della rassegna è prevista per sabato 22, con "La nave volante", raccontata da Marco Baliani. Si concluderà poi il 29 Aprile con Ascanio Celestini.

Prima che iniziasse lo spettacolo, la mia simpatica vicina di poltrona mi ha fatto notare come fosse interessante la scelta di mettere a confronto i tre più importanti esponenti del nostro teatro di narrazione all'interno di un'unica rassegna.
Mi pare che oltre a essere interessante (soprattutto per un appassionato di narrazione come me), questa iniziativa è preziosa e coraggiosa, perché c'è bisogno di persone che raccontino storie per il solo gusto di raccontarle e di altre, sotto al palco, pronte per un'ora o due ad abbandonarsi ad esse.

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