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Marco Paolini e Francesco Niccolini portano in scena una moderna Odissea un po’ rock

LO SPETTACOLO RACCONTA L'AVVENTURA DI ULISSE RIDOTTO A UN CALZOLAIO

LIVORNO – Quella che ha raccontato Marco Paolini nello spettacolo di ieri sera, 30 gennaio, al Teatro Goldoni è stata una moderna Odissea: gli dèi sono gli stessi raccontati da Omero, l’avventura che porta Ulisse lontano dalla sua Itaca è la stessa narrata nel poema, ma ci sono moltissimi riferimenti all’oggi.

Marco Paolini è Ulisse. Foto: Gianluca Moretto

Nel tempo degli dèi – il calzolaio di Ulisse” è stato davvero un bello spettacolo, gli attori bravissimi, in particolare, oltre a Marco Paolini, il giovane Vittorio Cerroni e Saba Anglana, la sua voce forte e cristallina ha regalato grandissime emozioni al pubblico.

Scritto da Marco Paolini insieme al livornese Francesco Niccolini, ieri sera presente in sala, sotto la direzione di Gabriele Vacis, lo spettacolo racconta di questo moderno Ulisse che non è più un guerriero, non è più un eroe, si è ridotto a un calzolaio viandante, che vuole raggiunge il Monte Olimpo (chiamato lo Chalet Olimpo), dove si trovano gli dèi e dove è in corso una grande e misteriosa festa.

Marco Paolini racconta la storia di Ulisse con una tale passione da tenere lo spettatore incollato alla sedia, in sala tutto svanisce, rimane solo il palco su cui si trovano sei personaggi: Marco Paolini (Ulisse), Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni e Lorenzo Mungozzi che si occupano delle musiche ed Elia Tapognani.

Foto: Gianluca Moretto

Ulisse entra in scena con un ramo che porta sulle spalle, trattenuto da un elastico che lo lega a quella che è la sua maledizione: camminare senza meta non si sa verso dove, è intenzionato a raggiungere lo Chalet Olimpo, ma sul suo cammino incontra un giovane pastore (Vittorio Cerroni) che lo incalza a raccontare di Troia, di Itaca e della sua avventura.

Dicevamo dell’estrema modernità del racconto, sì, perché Paolini e Niccolini portano la storia ai tempi nostri: Ulisse parla di isole di plastica in mezzo al mare, di connessione a Internet, di intolleranze alimentari, parla di campi di accoglienza per profughi e di morti in mare. Molto suggestivo il momento in cui cadono sul palco, dall’alto, una ventina di coperte isotermiche, le stesse che vengono consegnate ai profughi salvati dai naufragi.

Ma lo spettacolo ha una natura moderna anche per un altro aspetto: può essere infatti definito un’opera rock, molto vicino al musical, ci sono infatti vari intervalli musicali con brani di genere rock, alcuni anche famosi.

Ulisse nel suo lungo pellegrinare non riconosce più gli dèi, li abbandona e quando nel finale loro gli offrono l’immortalità, lui la rifiuta perché sebbene sia un essere umano imperfetto, pretende il diritto di invecchiare, lo desidera più di ogni altra cosa.

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