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MARCO PAOLINI E L’EMOZIONE DI RINCONTRARSI A TEATRO

“Sani! Teatro fra parentesi” è il nuovo spettacolo di Marco Paolini in prima nazionale al Teatro Strehler fino al 5 dicembre. Euforia palpabile tra il pubblico nel foyer, ma anche tra gli attori in scena.

Il lungo applauso sul finale racconta di questo infinito tempo di chiusura dei teatri. Oggi che finalmente siamo tornati al cento per cento Marco Paolini salutando il pubblico dello Strehler alla fine del suo nuovo spettacolo Sani! Teatro fra parentesi, le mie storie per questo tempo (repliche fino al 5 dicembre) non può che augurare «Che non torni il metro di distanza!».

È emozionato e commosso l’attore veneto che dichiara alla platea «l’astinenza da applausi» mentre gode della standing ovation che gli spettatori gli dedicano. A lui, eccellente come sempre; appassionato affabulatore, istrionico narratore di storie personali e particolari. Ai suoi compagni di viaggio, la bella e sensuale Saba Anglana, cantante e attrice italiana di origini somale, lo storico Lorenzo Monguzzi voce dei Mercanti di Liquore che collabora con lui da quasi vent'anni.

E così Paolini per 105 minuti senza intervallo vola su un canovaccio autobiografico, che cuce insieme storie vecchie e nuove. Da un pezzo di album raccontato trent’anni fa, dalla memoria parte un viaggio che narra il presente. Dall’epico-comico incontro-scontro tra Carmelo Bene e Marco Paolini nel 1983 all’incontro- scontro tra Reagan e Gorbačëv, al vertice di Reykjavík a Höfði, in Islanda nel 1986; dalla ricostruzione dopo il terremoto del ’76 in Friuli alla ripartenza dopo la pandemia. Ogni argomento, ogni accadimento sono parti, personaggi, scene, fili di una storia che prende forma di ballata, dove parola e canto hanno pari dignità.

Indimenticabile l'incontro con Rosina, conosciuta durante il sisma e scambiata per un'oste. Tenero e vibrante il ricordo della scoperta: era una terremotata che aveva offerto a lui e soci tutto ciò che aveva. Caffè e grappa. Il pianto per la mortificazione e poi il legame che l'ha spinto nel tempo a tornare a trovarla. Rosina che continuerà a cercare per anni, dopo la ricostruzione, l'interruttore delle scale sulla sinistra senza riuscire a memorizzarlo ormai sulla destra. Perché questa è la realtà quando arriva, stravolge le cose. E la pandemia ce l'ha insegnato, ce l'ha urlato forte e chiaro.

Ed ecco allora il senso del titolo Sani! un’espressione usata per dare il saluto ai piedi delle Alpi, nella valle del Piave. Un augurio, una benedizione, un viatico per tutti noi che siamo stati travolti e sconvolti dall'emergenza sanitaria. Viene da Salus, riassume il senso del teatro per questo tempo, un teatro che mette insieme creando ponti. «In questo tempo di teatro fra parentesi non tutto dipende dalle norme, dipende dal buon senso, dal coraggio e dalla fiducia, dipende da noi… Per convenzione, il biglietto venduto a teatro corrisponde a una sedia o a una poltrona; secondo me» sottolineerà Paolini, «corrisponde invece a un diritto: quello di poter vivere un’esperienza da dentro, non di guardarla da fuori».

 

di Chiara Pelizzoni

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