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Rolling Stone – La Macchina ‘del tempo’ del Capo

Dal 7 al 12 settembre Emergency è di casa a Firenze per il suo incontro nazionale. Ieri sera (8 settembre), presso L'Auditorium del Palazzo degli Affari di Firenze, Marco Paolini ha presentato il suo La Macchina del Capo, lavoro che nasce dai suoi Album. Con questo finisce la cronaca. Perché ogni volta che vedo Marco dal vivo, a dire il vero anche in televisione, dal momento in cui si abbassano le luci ed inizia a parlare, entro in uno stato onirico, non so più se sto dormendo, ascoltando la radio, vedendo un film, o se sto ricordando la mia vita. Eppure, con tutto il rispetto, Marco ha un po' di anni più di me, dieci per l'esattezza, è nato in Veneto, io in Toscana. Eppure abbiamo avuto quasi gli stessi amici, abbiamo fatto gli stessi giochi, abbiamo vissuto le stesse esperienze, con un breve slittamento temporale. Io non ho la certezza che Nicola, il personaggio principale, il narratore de La Macchina del Capo, sia Marco, ma per raccontarle così vividamente, un po', un bel po'di lui c'è sicuramente. Insieme a Marco c'è Lorenzo Monguzzi, che con la sua chitarra ed il suo Kazoo, svolge il ruolo di colonna sonora recitante, che accompagna il racconto interpretando con i suoni ogni momento ed ogni personaggio, così come Marco lo fa con le espressioni del suo volto.

Penso che le sensazioni che provo io valgano anche per buona parte degli altri spettatori che riempiono la sala, perché le risate ed i commenti che nascono, si riconoscono essere di chi ha vissuto il racconto di Nicola. Gli strumenti di scuola, la penna, la gomma i quaderni bucati. Il gruppo di amici in fase pre-adolescenziale, il timido, il ciccione, quello un po' strano, il ricco. Chi non ha avuto gli stessi amici? Chi non ha considerato, tra voi maschietti, le ragazzine, degli inutili e puzzolenti esseri che squittiscono, finché non ha incontrato nella sua vita la signorina Susanna?
Io la colonia non l'ho vissuta direttamente, però dove andavo al mare io, ce ne era una, ed era sicuramente quella di Nicola, anche se io andavo a Lido di Camaiore e lui a Cattolica. C'era anche la signorina Susanna! Chi non ha desiderato in vita sua di vivere in un luna park? Chi non ha cercato, tremando, di andare in posti che gli erano vietati? Potrei continuare a lungo. Poi ci si risveglia nel buio, con un lungo applauso. Il racconto finisce, ma la musica continua.
Dopo lo spettacolo di Paolini, Gino Strada sale sul palco, si trasforma in una specie di Guccini messo a dieta, ed insieme, e con insieme intendo tutto l'Auditorium, cantano Imagine e Fiume Sand Creek . Così, con Lennon e De Andrè, Gino Strada e Marco Paolini abbracciati, si chiude una giornata di una Firenze che forse sta cambiando.

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