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Varese News – Il pubblico dell’Apollonio si inchina a Marco Paolini

Varese - Tutto esaurito al teatro di Varese per "Il sergente", portato in scena dall'attore bellunese che chiude la serata con l'abbraccio al tenente Cenci, protagonista della ritirata di Russia

Hai voglia a uscire nel buio della tarda serata varesina e lamentarti del freddo, o della fame. Hai voglia a farlo quando hai appena finito di assistere a "Il sergente", lo spettacolo portato in scena ieri sera al Teatro Apollonio da Marco Paolini.

Scenografia scarna ma tremendamente efficace, una scelta azzeccata dei rumori che accompagnano la rappresentazione, una sala piena zeppa come ci si aspettava. E lui, il Paolini del Vajont in scena, perfetto: capace di far sorridere e anche ridere a scena aperta, ma implacabile nel denunciare gli orrori di quella terribile pagina di storia che è stato il ripiegamento degli alpini dell'Amir, dalle battaglie sul fronte del fiume Don all'arrivo a Nikolajewka. Il teatro di uno scontro finale, mitizzato e celebrato da chi c'era, derubricato a evento "irrilevante" dagli storici. Come se la morte di migliaia di uomini stremati dal gelo, dalla pazzia, dai proiettili, contasse nulla rispetto ai medesimi eventi accaduti a Stalingrado o in teatri di guerra più conosciuti.
Un'amarezza, quella che traspare al termine dello spettacolo, che si scioglie nell'emozione quando Paolini sale tra il pubblico per abbracciare il tenente Cenci, reduce di Russia, citato nel corso della rappresentazione e presente in sala. Un abbraccio lungo, e dedicato a Mario Rigoni Stern, il sergente degli alpini che a 22 anni si trovò a portar fuori dalla "sacca" un plotone senza più ufficiali e senza troppe speranze a 40 gradi sotto zero.
L'interminabile applauso tributato dall'Apollonio alla chiusura del sipario è stata la risposta di Varese alla lezione di storia e di vita di Paolini-Stern. Una lezione che per fortuna, quando viene tenuta a questi livelli, lascia sempre un segno profondo.

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