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Mario Brenta

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Mario Brenta

Mario Brenta è nato a Venezia. Prime esperienze professionali in campo pubblicitario; all’inizio come grafico, poi come sceneggiatore di spot televisivi. Il cinema è però il suo vero interesse, così si trasferisce a Roma dove lavora per diversi anni come aiuto-regista e sceneggiatore. Durante questo periodo ha modo di girare i suoi primi cortometraggi e di collaborare parallelamente ad alcune trasmissioni televisive.

Il suo lungometraggio d’esordio, Vermisat, girato con pochissimi mezzi - storia di emarginazione, di conflitto fra culture - è un po' la rivelazione dell'anno. Invitato nella selezione ufficiale al Festival di Venezia nel 1974, ottiene a S.Vincent la Grolla d'Oro per l'Opera Prima e il Premio Speciale della Giuria (ex-aequo con Prima pagina di Billy Wilder) al Festival

Internazionale di Valladolid. Assieme a Professione Reporter di Antonioni e Allonsanfàn dei fratelli Taviani, è l'inatteso terzo finalista del premio Rizzoli per il miglior film della stagione 74/75.

Ma gli anni successivi sono dedicati soprattutto al documentario: collabora con RAI 1, con la Sept-Arté e Antenne 2 in Francia e con Svenska Film Institutet in Svezia. Abbiamo così Jamais de la vie! (1983) presentato a Cannes, ed Effetto Olmi (1982) e Robinson in laguna (1985) entrambi in selezione ufficiale al Festival di Locarno.

Il ritorno alla fiction è del 1988 con il lungometraggio Maicol, storia notturna, metropolitana, minimale e terribile, di una ragazza madre e del suo bambino di cinque anni, che ottiene il premio "Film et Jeunesse" (Cannes 1988) e, sempre in Francia, il premio Georges Sadoul (ex-aequo con Sweetie di Jane Campion) come miglior film straniero dell'anno 1989 e il premio della Confederazione Internazionale del Cinema d’Art et Essai. Il film è prodotto e girato interamente nell'ambito di Ipotesi Cinema - laboratorio cinematografico, scuola-non-scuola, ideato da Ermanno Olmi e di cui Mario Brenta è stato uno dei fondatori e, tuttora, uno dei principali animatori.

Barnabo delle montagne del 1994, opera filmica di realismo magico tratta dal primo romanzo di Dino Buzzati, realizzata in coproduzione con Francia e Svizzera e con l'apporto di Rai Uno e della Comunità Europea, è stata presentata in concorso a Cannes e ha ottenuto un po' dovunque prestigiosi riconoscimenti: dal Premio Italia "Cinema e Società" come miglior film dell'anno 1994, al Gran Premio al Festival Internazionale del Cinema Mediterraneo di Montpellier in Francia, al Premio per la miglior regìa e il Premio Speciale della Critica al Festival Internazionale del Cinema Latino a Gramado, in Brasile, al Premio di Qualità del Ministero dei Beni Culturali; dai Gran Premi al Festival Internazionale della Montagna di Trento (1995) e dei Diablerets in Svizzera (1996) al "Ciak d'Oro come miglior film dell'anno per i costumi e alla Targa "Nestor Almendros" per la miglior fotografia, entrambi nel 1995. Corpo a Corpo (2014) Gran Premio Festival di Praga, Black Light (2015), Delta Park (2017), Agnus Dei (2012), Calle de la Pietà (2010) tutti in coregia con Karine de Villers ed entrambi premiati a Leeuwarden, Olanda e La pièce (2011) in co-regia con Denis Brotto, che ottengono ampi riconoscimenti in ambito internazionale e di cui Brenta firma anche la fotografia, segnano il ritorno al documentario di creazione. Parallelamente alla professione cinematografica, Mario Brenta svolge attività di docente di Linguaggio cinematografico e di Iconologia del Cinema presso l’Università di Padova. E’ stato inoltre titolare dell’insegnamento di regia presso la scuola di cinema della Regione Lazio “Gian Maria Volonté” e presso l’Accademia del Cinema e della Televisione di Cinecittà e visiting professor al CSC di Milano, FEMIS di Parigi, INSAS di Bruxelles, ISMAC di Rabat e varie università straniere tra cui: Paris Sorbonne, Nice, Amiens, Valladolid, Segovia, Tetuan.