tratto

Il sorriso del gatto

IL SORRISO DEL GATTO

Un film documentario di Mario Brenta e Karine de Villers

Con la voce di Marco Paolini
Fotografia Mario Brenta
Montaggio Karine de Villers
Musica originale Brian Finatti

Produzione Francesco Bonsembiante per JOLEFILM

Italia, 61 minuti, 2018

Il sorriso del gatto

di Mario Brenta e Karine de Villers


“Mio bel gatto, sai tu dirmi, per favore, quale strada devo
prendere per andarmene via di qui?”. Chiese Alice.
“ Tutto dipende da dove vuoi andare.” Rispose il gatto.


Il sorriso del gatto
è uno sguardo sulla realtà così come appare oggi nella strade e nelle città in quanto immagine della crisi e del declino della società occidentale nell’era della globalizzazione. Tra ricchezza estrema ed estrema povertà, tra omologazione e perdita d’identità, tra realtà e illusione, nient’altro che una grande favola, un inganno, una menzogna collettiva di cui la rappresentazione della vita quotidiana non è altro che l’inquietante metafora. Inquietante come il sorriso del gatto di Alice nel paese delle meraviglie.

In Occidente, in questa « terra della sera », la crisi, se non la fine di ogni ideologia, di ogni credenza, a parte quella riposta nei feticci del potere, del denaro, della tecnica ha lasciato l'uomo solo con se stesso in una sorta di protagonismo assoluto e autoreferenziale che non è null'altro che solitudine da cui cerca di uscire attraverso un malinteso senso di uguaglianza, di avvicinamento e di comunione con l'altro mediante un'omologazione che richiede come prezzo la perdita della propria individualità.

Una sorta di robotizzazione dell'uomo (macchina al servizio della macchina) che si radica in un pericoloso narcisismo di massa fiero delle proprie umane creazioni delle quali non è più l'utilizzatore ma il fedele inconsapevole servitore, se non lo schiavo.

Chi non accetta le regole del gioco (senza tetto, senza lavoro, migranti, vagabondi...) è pertanto cacciato dal gruppo, dalla tribù, dalla grande famiglia universale senza più volto e costretto a vivere (sopravvivere!) ai margini della società in una sorta di individualismo di esclusione che non è altro che una nuova estrema solitudine; tollerato con un atteggiamento falsamente umanitario come abitatore di un mondo parallelo, reale ma che si vuole invisibile, come una sorta di discarica, di enorme pattumiera sociale luogo di accumulo e di dispersione dell'umano. E chi, nella terra della sera, si affaccia per la prima volta, migrante, esule da un’altra terra in cerca di una dignità umana, è ugualmente escluso, rifiutato, costretto nell'interminabile attesa di un eterno presente senza più futuro in cui la realtà è bandita per fare posto al suo simulacro cui si deve adattare e che è soltanto pura illusione, in cui tutto ciò che si colloca nel divenire, che potrebbe tendere verso un futuro è destinato ad andare in rovina.

Molte sono le cose inquietanti in questo mondo
ma nessuna mai quanto l’uomo.
Sofocle

Foto

Il sorriso del gattoIl sorriso del gatto