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A FIANCO – 25 aprile 2021

A FIANCO

Dicono che sia il davanti a sopportare il peso della distanza,

un metro di distanza, un metro è tanto:

niente abbracci, niente mani, niente struconi e basi

e se ogni tanto per sbaglio ci si sfiora o peso

si diventa vergognosi come dopo un peto, un rutto.

Toccarsi adesso è un attentato, un vulnus, un segno di demenza.

Davanti ad un metro di distanza,

in fila dietro sempre a un metro,

il davanti e il dietro protagonisti di questa storia Covid

si sono presi la scena.

E il fianco?

A me manca stare a fianco

(… in piedi, non distesi sul bagnasciuga, non seduti come al cine, a teatro,

a scuola, in treno o in una sala d’aspetto…).

Star davanti al pubblico a un attore manca,

ma di più mi manca camminare di fianco,

tacere di fianco,

cantare di fianco,

lottare a fianco,

imparare di fianco a chi non pensa solo alla sua categoria, alla sua vita e gli basta solo che tutto torni come prima.

A me non basta e non sono il solo per fortuna.

Da soli non si va lontano.

Forse si arriva fino in piazza, perfino in gita distante distante, fino in America o a Jesolo….

Da soli si fa carriera ma si sta fermi.

Siamo animali sociali ma disobbedienti, disobbedienti civili.

Siamo fragili, vulnerabili, ma non accomodanti.

Siamo anche tenaci e capaci.

Nessuna di queste virtù basta a uno solo,

chi non ha altri al proprio fianco è fermo.

Il fianco conta, in un mondo di contatti davanti a uno schermo conta ancora sentire qualcuno di fianco.

Buon 25 aprile partigiano

Buon allenamento alle salite

Buon futuro prossimo in cao de sto mondo.

Marco Paolini